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Roaming in Europa: da oggi gratis, con qualche ma…

Pubblicato | da Francesco Raio

Il 15 giugno è la data decisa dal Parlamento europeo per l’entrata in vigore del nuovo accordo sul roaming internazionale. Da oggi quando ci spostiamo in uno dei 28 paesi dell’Unione Europea potremo utilizzare i nostri pacchetti di telefonia mobile (minuti, SMS e dati) come se fossimo a casa nostra. L’operazione si chiama infatti Roam like at home con cui la Commissione Europea ha sottolineato l’intenzione di unificare ulteriormente le sue frontiere economiche. Tutti gli operatori devono automaticamente azzerare i costi di roaming a partire da oggi.

Già il 1 febbraio 2017 Parlamento, Consiglio e Commissione Europea, avevano annunciato di aver sottoscritto un accordo per abolire i costi di roaming. L’accordo è stato possibile riducendo del 90% il costo all’ingrosso per Gigabyte applicato tra gli operatori per consentire il roaming. In pratica se fino ad oggi gli operatori si vessavano reciprocamente ad un costo di 50€/GB oggi le tariffe scendono a 7,7 €/GB.Ai 28 paesi si aggiungeranno più in là anche Norvegia, Liechtenstein e Islanda (la Svizzera per il momento resta fuori, mentre il Regno Unito fa parte dell’accordo firmato prima della Brexit). Tutto il traffico verrà contabilizzato come nazionale, quindi scalato dal proprio forfait o credito.

L’altra faccia della medaglia

Al di là della legittima sfiducia degli utenti, la Commissione Europea ha più volte rassicurato: il roaming sarà realmente gratuito, si potrà usare serenamente lo smartphone anche all’estero e l’unica cosa da fare sarà abilitare l’opzione di roaming che teniamo gelosamente disattivata per scongiurare sorprese in bolletta.

Gli abusi sono dietro l’angolo?

Non proprio, ma si porge il destro ad una speculazione iniziale in cui si farebbe a gara a possedere una sim straniera economica in un Paese dove i prezzi sono più alti. Scatterebbero dunque controlli per gli usi prolungati all’estero. Quel che è certo è che l’Unione Europea si gioca una partita importante su questa questione e quindi non converrebbe creare un caso “fregatura”. Analizziamo però alcuni aspetti:

  • E’ importante fare un distinguo tra il roaming e le chiamate internazionali, cioè chiamare dall’Italia in uno dei 28 paesi non è assolutamente gratis.
  • In più le chiamate in transito da paesi non sottoscrittori come la Svizzera potrebbero comportare sorprese salatissime.
  • I piccoli e medi operatori potrebbero aumentare le tariffe nazionali a causa del ribasso improvviso delle tariffe.

In sostanza il roaming non sparisce per del tutto, si trasforma in una tariffa di roaming forfettaria.

Chi se ne avvantaggia?

Sicuramente il nuovo accordo sarà vantaggioso per chi viaggia, non per chi fa lunghe permanenze.

Per gli utenti Italiani ci saranno limiti?

In linea di massima per una vacanza o un viaggio di lavoro si potrà stare abbastanza tranquilli, senza limitazioni nell’uso e senza costi aggiuntivi. La differenza tra tariffe da paese a paese porterà a porre dei limiti cautelativi per evitare l’abuso di minuti e banda, ma è comunque previsto un numero minimo di GB garantiti.
L’Italia è uno dei paesi in cui il costo dati per navigare è più basso. Occhio quindi alla soglia critica di 3,85€ per GB con la quale all’estero potreste non usufruire di tutti i GB del vostro piano.

Ci saranno dei sovrapprezzi in caso di roaming prolungato?

La questione resta ancora nel vago, ma in linea di massima se un utente si trattiene troppo in un paese estero l’operatore può contattarlo per chiedere di chiarire le motivazioni di utilizzo del roaming prolungato entro un termine di 14 giorni. Superato questo termine senza fornire spiegazioni l’utente viola le condizioni di utilizzo e la compagnia può applicare dei sovrapprezzi per chiamate, sms e dati.

In conclusione qualunque giudizio è prematuro. I costi così bassi  danneggeranno forse i piccoli e medi operatori che potrebbero aumentare le tariffe nazionali. O forse sarà vero il contrario, con un offerta che porterà all’appiattimento delle tariffe in tutta Europa.