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“Risarcite Legambiente Taranto”. Respinta l’istanza di Fabio Riva e Capogrosso
Fabio Riva e Luigi Capogrosso dovranno risarcire Legambiente Taranto. L’ennesima conferma arriva dalla Corte d’Appello di Lecce, Sezione staccata di Taranto, presidente Alessandrino (consiglieri Scisci e Morea) che ha respinto l’istanza di sospensiva all’esecutività della sentenza di primo grado presentata dai due imputati.
Per ricostruire la vicenda occorre tornare indietro di qualche anno. Fabio Riva e l’ex direttore del centro siderurgico di Taranto Luigi Capogrosso furono condannati nell’ambito del processo penale sulla cokeria Ilva conclusosi nel 2010. Legambiente, assistita dall’avvocato Massimo Moretti, fu l’unica associazione a presentarsi parte civile. Inizialmente erano costituiti contro l’Ilva anche Comune e Provincia di Taranto che si defilarono dal processo in seguito agli atti d’intesa siglati con la Regione Puglia.
La sentenza stabilì che l’entità del danno fosse quantificata da un successivo giudizio civile. Arriviamo così al 2016, quando il giudice Pensato del Tribunale di Taranto condanna Fabio Riva e Luigi Capogrosso a risarcire Legambiente nella misura di 30mila euro, più le spese legali. I due imputati hanno fatto appello alla sentenza e si sono opposti alla sua esecutività. Nel frattempo Legambiente ha tentato di ottenere quanto stabilito dal Tribunale di Taranto.
“E qui cominciano i problemi seri”, commenta amaramente l’avvocato Moretti. Luigi Capogrosso e Fabio Riva risultano entrambi nullatenenti per cui i pignoramenti effettuati dall’associazione ambientalista sono risultati vani. E tali probabilmente resteranno anche dopo l’ultima decisione della Corte d’Appello secondo la quale proprio la “non rilevantissima entità della somma” induce a concludere che “non esiste, attualmente, alcun indizio che conduca a ragionevole convincimento di assoluta incapacità della parte appellata di ottemperare a possibile obbligazione restitutoria”. La vicenda presenta non poche zone d’ombra e qualche dubbio, uno su tutti: che fine ha fatto il patrimonio dei Riva?