Salute
Assemblea cittadina davanti all’Ilva: Fermatevi operai!
Forse l’assemblea davanti alla portineria D dell’Ilva poteva essere gestita meglio. Forse il movimento spontaneo confluito in maniera massiccia al rione Tamburi qualche sera fa, avrebbe potuto prendere atto della grande partecipazione ottenuta, farne tesoro e costruire un percorso con obiettivi chiari, concreti, perseguibili. Forse hanno prevalso la rabbia e la paura di un futuro carico di incertezze. Forse l’entusiasmo non basta su un terreno impervio e difficile come l’Ilva.
Tanti dubbi e qualche merito. Bella l’intuizione di far coincidere l’assemblea con il cambio turno degli operai, belli gli inviti alla pacificazione sociale tra lavoratori e cittadini, bello aver riconosciuto l’errore di una contrapposizione assurda. Poi ci sono stati i cori da stadio ed i toni esasperati, sintomi di un malessere profondo e che si allarga. Un malessere di fronte al quale non si può restare indifferenti, che non guarisce nè con le promesse, nè con le parole. Taranto ha bisogno di fatti. Ed ha bisogno anche di un movimento che non sia solo di “pancia”, ma anche di “testa”.
Al netto di tutto, portare il dibattito sul futuro della fabbrica sotto il naso dell’Ilva è stata una prova di coraggio che consegna, alla collettività la testimonianza vera e forte di una parte della città che non è più disposta a sopportare, fumi, polveri, “malattie e morte”, che chiede un futuro diverso, vuole prenderselo ed ha sempre meno pazienza.
https://youtu.be/XGMDLhrOHHk