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Ricorso al Tar, il giorno dell’Iva di Taranto

Pubblicato | da Redazione

Mentre l’Italia tiene il fiato sospeso in attesa del responso delle urne, la settimana che si apre presenta scadenze importanti per la vertenza Ilva. Per il 6 marzo, infatti, è prevista la discussione, dinanzi al Tar di Lecce del ricorso presentato da Regione Puglia e Comune di Taranto contro il dpcm del 29 settembre 2017, quello che allunga fino al 2023 i tempi del piano ambientale Ilva.

Un’altra data importante in settimana è quella del 9 marzo, giorno in cui dovrebbe riprendere il confronto tra Ilva e sindacati al Ministero dello Sviluppo economico. In discussione il piano industriale di AmInvestco, la cordata guidata da Arcelor Mittal che rileverà la più importante azienda siderurgica italiana. I nuovi acquirenti prevedono circa 4000 esuberi, la maggior parte dei quali nello stabilimento di Taranto. Nel capoluogo ionico, inoltre, c’è grande preoccupazione per le sorti di 2.500 lavoratori dell’appalto che hanno proclamato lo stato di agitazione a partire dal 5 marzo. Già fissati altri due incontri: 20 e 29 marzo. Ma ovviamente, bisognerà fare i conti anche con il dopo voto.

Accanto al ricorso di Regione Puglia e Comune di Taranto, va ricordato che ci sono anche azioni “ad adiuvandum” da parte di alcune associazioni ambientaliste. Tra questi c’è il Wwf Italia. “L’associazione – si legge in una nota – partecipa a questo ricorso per la difesa dei più importanti e preziosi beni e valori costituzionali: la tutela della salute e dell’ambiente.
Il WWF Italia, i volontari del WWF Puglia e di Taranto da anni svolgono attività di denuncia per la situazione di grave inquinamento insieme ad azioni di tutela per le aree naturali presenti nel territorio e che devono essere conservate”.

“Il WWF ha fatto denunce – continua il documento – ricorsi amministrativi, elaborato documenti con richieste e osservazioni per le bonifiche dell’area, interloquendo con il ministero dell’Ambiente, il Parlamento, la Corte Costituzionale, la Magistratura. Si è anche costituito parte civile nel processo per “disastro ambientale” avviato nel 2014. Tutte queste attività hanno l’obiettivo di perseguire la tutela ed il risanamento ambientale, la salute dei cittadini e dei lavoratori e di garantire il rispetto delle regole europee”.

Nell’intervento al Tar Lecce, curato per il WWF Italia dagli avvocati Lara Marchetta di Taranto e Giuseppe delle Foglie di Bari, il WWF ha sottolineato che “il nuovo Piano Ambientale non rispetta le regole europee ed internazionali (Convenzione di Aaarhus) sul “diritto di accesso alle informazioni ambientali e di partecipazione”. La Pubblica amministrazione non avrebbe garantito i “principi di trasparenza” e “leale collaborazione” riconosciuti anche dalla Costituzione. Si rileva, inoltre, l’omissione di valutazioni sull’impatto sanitario del Piano e si lamenta una eccessiva proroga dei tempi di intervento di bonifica che “appare apertamente contraddittoria sia rispetto all’urgenza ed emergenza dei lavori di bonifica dello stabilimento Ilva sia rispetto alle esigenze di garantire il diritto alla salute della popolazione locale, della fauna e della flora circostante l’insediamento industriale”. Si evidenziano anche proroghe che violano il “principio di precauzione” che tutti gli stati europei devono garantire rispetto alla tutela di ambiente e salute. Si sottolineano, infine, carenze non giustificate sulla mancanza di Valutazione di impatto ambientale e di Valutazione di incidenza, anche queste rese obbligatorie da norme e principi europei”.