Piani Alti
Porto di Taranto, Prete riconfermato commissario. Ma è già “toto-presidente”
Sergio Prete è stato riconfermato commissario straordinario dell’Autorità portuale di Taranto. Il provvedimento del ministro dei Trasporti Graziano Delrio prevede che Prete resti in carica “fino al completamento del percorso di riforma del sistema portuale indicato dall’art. 8 comma 1, lett. f) della legge del 7 agosto 2015 n. 124 (e, comunque, per un periodo non superiore a sei mesi)”.
Questa volta, la “prorogatio” potrebbe durare pochi giorni o, al massimo poche settimane. Venerdì prossimo, infatti, il Governo dovrebbe portare in approvazione la stesura definitiva della Riforma che sancirà il passaggio alle Autorità di sistema. In Puglia ne sono previste due: Bari e Taranto. Negli ultimi giorni alcune componenti sociali e amministrative di Taranto e Brindisi (in particolare il neo-sindaco Carluccio), hanno espresso la volontà di preferire l’accorpamento con Taranto piuttosto che con Bari.

Una possibilità contemplata dalla riforma attraverso una procedura che, ovviamente, richiede che la legge stessa sia esecutiva. Molto probabile, quindi, che l’ok al nuovo sistema portuale mantenga il disegno del ministro Delrio. Si apre, ora, la delicata partita delle nomine dei presidenti. Non ci saranno più terne di nomi da indicare e gli enti territoriali (Province e Camere di commercio) non avranno alcun peso nella scelta. Tutto passa nelle mani dei presidenti delle Regioni e del ministro alle Infrastrutture e trasporti.
Il toto-presidenti sicuramente impazzerà nei prossimi giorni. Bisogna vedere cosa accadrà in Puglia dove non sono un mistero gli attriti, talvolta molto forti, tra il presidente Emiliano ed il presidente del consiglio Renzi. La mediazione di Decaro non ha prodotto gli effetti sperati per cui è difficile, al momento, prevedere come procederanno Emiliano e Delrio. Le vecchie regole del manuale Cencelli potrebbero, comunque, tornare utili: una poltrona ciascuno. E Prete? Al momento sembra godere di buoni uffici presso il ministro Delrio. La partita è aperta ed è tutta da giocare.