Copertina, Precariopoli
Porto, dal Governo un percorso anti crisi per Taranto e Gioia Tauro
La costituzione di un’Agenzia per la fornitura di lavoro portuale e la riqualificazione professionale per gli scali di Taranto e Gioia Tauro. E’ un percorso comune quello tracciato dalla Presidenza del Consiglio. Le criticità dei due porti sono state affrontate oggi in due momenti diversi: in mattinata Gioia Tauro, nel pomeriggio Taranto. Ma la proposta è unica. L’Agenzia avrà il compito di accompagnare il processo di formazione delle maestranze, riconversione delle aree portuali e reimpiego flessibile nella fase di rilancio dei due porti. Il compito dell’Agenzia dovrebbe esaurirsi in un arco di tempo di 36 mesi.
In parallelo è stata prevista la sottoscrizione di un Accordo di programma tra Governo, Istituzioni regionale e territoriali e parti sociali al fine di monitorare ed accelerare le azioni necessarie per la ripresa del porto, in un contesto di una forte assunzione di responsabilità di tutti i soggetti coinvolti.
Rispetto a Goia Tauro, dove i lavoratori di Mct saranno collocati in cassa integrazione dal prossimo 1 agosto, Taranto presenta criticità e sofferenze maggiori perchè per i 530 dipendenti di Tct la cassa integrazione scadrà il 12 settembre 2016. Per questo il sottosegretario De Vincenti ha dato mandato al sottosegretario al Lavoro Franca Biondelli di convocare entro la prossima settimana un vertice al ministero del Lavoro alla presenza delle parti sociali, di Tct, Regione Puglia e Provincia, al fine di valutare la possibilità di un prolungamento degli ammortizzatori sociali almeno fino alla costituzione dell’Agenzia.
Un nuovo incontro è programmato per mercoledì 20 luglio 2016, alle 15. In quella data potrebbe già essere sottoscritto l’Accordo di programma a tutela dei lavoratori con la creazione di una sorta di bacino di crisi. Di seguito il comunicato diffuso da Palazzo Chigi.
“Prosegue l’attività del Governo finalizzata alla ripartenza produttiva del Porto di Taranto e alla tutela dei lavoratori dell’ex terminalista. In vista della scadenza, a settembre, della cassa integrazione per i 529 ex addetti della TCT, si è tenuto infatti questo pomeriggio a Palazzo Chigi un incontro con tutti i soggetti coinvolti nell’operazione di rilancio complessivo di Taranto, nel corso del quale il Governo ha illustrato le soluzioni individuate per la ripresa delle attività del Porto.
Alla riunione – coordinata dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti – hanno partecipato il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Teresa Bellanova, il Sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Franca Biondelli, il Sindaco di Taranto Ippazio Stefano, il Prefetto Umberto Guidato, il Presidente dell’Autorità portuale Sergio Prete, il Commissario per gli interventi di bonifica e ambientalizzazione Vera Corbelli, il Responsabile della Struttura di Missione della PCM Giampiero Marchesi, alti dirigenti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e di Invitalia e le delegazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil.
Nell’incontro, il Governo ha prospettato la possibilità di istituire un’Agenzia per la fornitura di lavoro portuale e la riqualificazione professionale che, nella fase di rilancio produttivo ed occupazionale del Porto di Taranto, tuteli adeguatamente gli ex addetti TCT, consentendone un reimpiego flessibile. A breve è prevista una nuova riunione del Tavolo per la definizione del percorso che porterà alla costituzione dell’Agenzia”.
Per Giancarlo Turi, segretario generale della Uil ionica “è stato compiuto un passo incisivo. E’ stato traguardato il futuro, dettagliando un percorso ampio; 36 mesi è un arco di tempo sufficientemente importante che ci consentirà sicuramente di far coincidere il pieno impiego dei lavoratori. E’ stata accolta la nostra richiesta di mettere in piedi uno strumento specifico per i tre porti del Mezzogiorno”.
Secondo quanto riferisce Turi la nuova Agenzia sarà costituita nell’ambito della Legge Finanziaria, quindi con decorrenza 1 gennaio 2017. “Per il periodo di tempo che va dal 12 settembre prossimo al 31 dicembre – spiega il sindacalista – bisogna trovare, questo è il punto più delicato della questione che riguarda oltre 500 lavoratori, una forma di ammortizzatore sociale oggi non assicurato. Su questo critico aspetto c’è l’impegno del Governo, attraverso il sottosegretario Franca Biondelli, a convocare immediatamente Tct, da qui a 7 giorni, e le parti sociali per tentare di riaprire la procedura di cassa integrazione in modo da colmare anche questo vuoto che determina discontinuità nel posto di lavoro. Si comincia a intravedere una risoluzione finale per quel che riguarda il Porto di Taranto. Certo c’è molto da lavorare, alcuni aspetti da migliorare. C’è il massimo impegno della Uil”.