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Pnrr, sei obiettivi: come intercettare i fondi del rilancio

Pubblicato | da Redazione

Cos’è il Pnrr, quali sono gli obiettivi e come intercettare i fondi (scheda di Simona Grassi studio Rizzo).

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) è il documento strategico che il Governo italiano ha redatto per accedere ai fondi europei del programma Next generation EU (NGEU),  uno strumento studiato per il rilancio, post pandemia, dell’economia dell’Unione Europea.

L’obiettivo è quello di rendere l’Italia un Paese competitivo, innovativo, ecologico, che stia al passo con il naturale cambiamento dei mercati e dell’ambiente.

Il Piano pone l’attenzione su sei aree tematiche e contiene programmi da realizzare entro la fine del 2026. Le risorse disponibili sono pari a 191,5 miliardi di euro.

Le sei missioni del piano

Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo. L’obiettivo è quello di favorire la digitalizzazione dei servizi della Pubblica amministrazione, la trasformazione tecnologica e digitale del sistema produttivo del Paese e l’aumento degli investimenti in cultura e turismo.

Rivoluzione verde e transizione ecologica. I programmi mirano a intensificare la produzione di energia da fonti rinnovabili (argomento di grande attualità in questo momento storico) , a sostenere gli investimenti in ricerca e innovazione, a favorire processi di riconversione industriale. Sono previsti anche programmi per l’agricoltura sostenibile e l’economia circolare.

Infrastrutture per una mobilità sostenibile. L’obiettivo è quello di effettuare investimenti per potenziare le reti ferroviarie, rafforzare ed estendere l’alta velocità ferroviaria nazionale. I progetti prevedono, inoltre, la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree più rischiose del territorio; investimenti per il potenziamento di porti, dighe, banchine per il miglioramento dell’accessibilità marittima.

Particolare attenzione sarà rivolta al Mezzogiorno.

Istruzione e Ricerca. Questa missione sostiene il diritto allo studio; l’obiettivo è incrementare gli investimenti in ricerca e sviluppo supportando i ricercatori nello sviluppo delle competenze, in particolare nel settore della digitalizzazione e della transizione ecologica. Nel campo dell’istruzione l’obiettivo è quello di realizzare un sistema educativo moderno, con aule dotate di reti ultraveloci e laboratori all’avanguardia. Il piano prevede inoltre il miglioramento e/o la realizzazione di strutture sportive per le scuole e la riqualificazione di mense scolastiche per permettere l’estensione del tempo pieno.

Inclusione e Coesione. Il potenziamento dei Centri per l’impiego,  l’aggiornamento delle competenze,  il sostegno all’imprenditoria femminile sono alcuni degli obiettivi del piano.  Il fine è l’innovazione del mercato del lavoro, l’eliminazione delle disuguaglianze sociali, economiche e territoriali. Sono previste misure per rafforzare le infrastrutture sociali per le famiglie, e il terzo settore. Sono inoltre previsti interventi speciali per la coesione territoriale, che comprendono gli investimenti per la Strategia nazionale per le aree interne e quelli per le Zone economiche speciali (ZES) 

Salute. Una larga parte delle risorse è destinata a migliorare le dotazioni infrastrutturali e tecnologiche del Sistema Sanitario Nazionale, a promuovere la ricerca e l’innovazione e allo sviluppo di competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali del personale.  La missione si incentra sull’obiettivo di potenziare le strutture ospedaliere, di rafforzare la rete territoriale e ammodernare le dotazioni tecnologiche del Servizio sanitario nazionale con il rafforzamento del Fascicolo sanitario elettronico e lo sviluppo della telemedicina. 

Come intercettare i fondi

A programmare e realizzare i singoli interventi sono i Ministeri competenti, le Regioni e gli Enti locali. Per ogni settore sono previsti specifici bandi ai quali gli interessati potranno partecipare.

Il sito ufficiale di riferimento è https://italiadomani.gov.it/it/home.html.

Alcuni bandi sono già stati pubblicati, l’auspicio per il 2022 è quello di una accelerazione della macchina burocratica e di una maggiore collaborazione tra Pubblico e Privato al fine di sfruttare le forme di partenariato previste dalla legge.

Simona Grassi