Salute
Pertusillo, che acqua beviamo? 2000 firme per fare chiarezza
Acqua, bene prezioso. Da non sprecare e da non inquinare. Il Pertusillo fornisce il 20% del fabbisogno della Puglia, ma è un invaso sottoposto a fortissime pressioni antropiche ed esposto a diverse fonti inquinanti: dalle attività di estrazione petrolifera della Val d’Agri ai reflui delle lavorazioni agricole. Da queste premesse è nata l’iniziativa “Save Pertusillo”, una petizione promossa da oltre 70 gruppi, associazioni e meetup del Movimento cinque stelle.
Sono state raccolte oltre 2000 firme che questa mattina sono state consegnate in Consiglio regionale con una conferenza stampa. Vi hanno preso parte Antonio Trevisi, consigliere regionale di M5S, la geologa dell’Università della Basilicata Albina Colella e l’eurodeputata Rosa D’Amato. I pericoli sono di varia natura e non riguardano solo gli sversamenti occasionali, come accaduto lo scorso anno a Viggiano. “La contaminazione – ha spiegato la dottoressa Colella – può avvenire per motivi diversi: azoto e fosforo provocano l’eutrofizzazione dell’acqua; ma anche la reiniezione delle acque di strato può avere effetti negativi”.
Trevisi ha sollecitato maggiori controlli. “Il centro estrazione oli, vicino all’invaso del Pertusillo – ha detto – è un rischio e la situazione va costantemente monitorata, dal momento che la stessa Eni ha ammesso gli sversamenti. Con le firme raccolte chiediamo al presidente Emiliano e all’Acquedotto pugliese di tutelare le acque del Pertusillo”. In particolare il M5S chiede alla Regione di predisporre un piano delle acque, di avviare rapporti di collaborazione e scambio di dati tra le Agenzie per l’Ambiente della Puglia e della Basilicata, all’Aqp di realizzare un portale informativo sulla qualità delle acque.
“Vengono effettuati pochissimi controlli – ha sottolineato l’on. D’Amato – e questo non ci tranquillizza. Le migliaia di firme raccolte testimoniano la volontà di partecipazione dei cittadini, ma anche quanto il problema sia avvertito e sentito. Con la nostra iniziativa portiamo la questione all’attenzione dei vari livelli istituzionali. Da parlamentare europea ho rivolto più interrogazioni per sollecitare la commissione europea a svolgere delle indagini ed è partita un’inchiesta conoscitiva”.
https://youtu.be/4tgmiNY_ys4