Piani Alti
Palazzo degli Uffici, otto offerte per il primo cantiere
Gli step sono tre. La rinascita di Palazzo degli Uffici comincerà dal tetto, che sarà il legno secondo quanto previsto dal bando al quale hanno chiesto di partecipare otto aziende.
Le offerte sono pervenute entro l’11 gennaio, data in cui il dirigente Mimmo Netti, il responsabile del procedimento Enzo Piccolo e i tecnici dei Lavori pubblici del Comune di Taranto hanno di fatto lanciato la fase istruttoria. Norme alla mano, e al netto di valutazioni, verifiche, scremature, conferme, slanci e pause amministrative, il cantiere dovrebbe essere attivo in primavera, a cavallo tra marzo e aprile. Sono pervenute le offerte per la gara, dicevamo. Si tratta dei lavori di completamento delle opere strutturali e di sostituzione della copertura. Base d’asta, 1 milione e 700mila euro. L’appalto sarà assegnato con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. E questo è il primo step.
C’è poi il secondo, è stato inserito nel Piano Triennale delle Opere pubbliche (2019-2020-2021) che la Giunta si appresta a portare al vaglio del Consiglio comunale. La fase 2 prevede il restauro completo delle facciate di Palazzo degli Uffici e la sostituzione degli infissi esterni. L’ente potrebbe fare buon uso di 5 milioni di euro già mutuati dalla Cassa Depositi e Prestiti.
La fase 3 è la più delicata. E’ legata alle scelte di indirizzo politico-urbanistico e, soprattutto, è tuttora subordinata alla definizione dei contenziosi che segnano da anni la vita di quel cantiere. Gli enti in gioco sono tre: Comune, Provincia ed Opere Pie. Ci sarebbe anche da chiudere definitivamente il rapporto con il consorzio di imprese che, causa forza maggiore, ha dovuto lasciare i lavori quattro anni fa. Provincia e Comune devono invece trovare un accordo per gli spazi da assegnare al liceo Archita, la cui casa è storicamente ubicata in quel Palazzo.
L’appalto per la realizzazione delle opere definitive, interne, quindi per il progetto connesso alla concreta destinazione d’uso che verrà stabilita, dovrebbe aggirarsi tra i 15 e i 20 milioni di euro. Contattato dalla Ringhiera, l’assessore Massimiliano Motolese conferma gli obiettivi e sintetizza i passi che adesso il Comune intende compiere. “Sull’immobile gravano contenziosi che arrivano dal passato – ci spiega il titolare dei lavori Pubblici per la giunta Melucci – e vogliamo intervenire per una rapida soluzione con il consorzio titolare del vecchio appalto. Intanto, avviamo gli interventi annunciati e da appaltare. Riteniamo necessaria, inoltre, l’interlocuzione con la Provincia in riferimento all’Archita. Con i dirigenti troveremo le soluzioni migliori possibili. Il sindaco e noi tutti intendiamo fermamente restituire alla pubblica fruizione questo pezzo fondamentale del Borgo in termini di storia e di capacità attrattiva urbanistica, culturale ed economica. Entro la fine della consiliatura, sbrogliare l’intricata matassa burocratica, definire gli appalti e realizzare le opere sarebbe davvero un ottimo risultato. Stiamo lavorando per questo” chiude l’assessore ai Lavori Pubblici. Infine, una nota di colore… è proprio il caso di dirlo. All’esigenza storica del rosso intenso che da sempre distingue Palazzo Uffici, potrebbero accavallarsi nuove proposte cromatiche che sicuramente apriranno un interessante dibattito in città. Se così dovesse avvenire, benvenuto confronto: sarebbe il segno tangibile di una rinnovata vitalità attorno ad un cantiere che per troppi anni è stato testimone e vittima del passo da gambero compiuto da Taranto.