Piani Alti
Paisiello, punto e a capo: statalizzazione o morte
Il segretario generale della Provincia non fa giri di parole: soldi non ce ne sono. Se il referendum conferma la riforma Costituzionale, le province scompaiono definitivamente.
I soldi stanziati da Provincia, Regione e Ministero stanno servendo a garantire l’anno accademico che finirà ad ottobre. Ma il futuro è incerto: occorre premere sulla statalizzazione spiegando la peculiarità tarantina. E non possiamo permetterci di entrare nel calderone legislativo che si sta predisponendo per una legge che statalizzi tutti gli istituti musicali analoghi al nostro Paisiello. Lucia D’Arcangelo butta giù un affresco a tinte grigie.
Tamburrano non c’è , è candidato al Comune di Massafra e non può svolgere compiti istituzionali e amministrativi sino a domenica prossima (giorno del voto). Azzaro, vicario presidente pro tempore, presiede. Il segretario generale incontra i sindacati, quindi, e spiega le ragioni della messa in mobilità dei 51 docenti dell’istituto musicale.
La procedura parte in questi giorni e scade a fine agosto. L’anno accademico finirà ad ottobre. È questo è un primo problema. Tanto che i sindacati (Dragone per la Cgil e Turi per la Uil, ad esempio) chiedono la sospensione di questa nuova procedura di mobilità.
Secondo, e ancora più grave, non da sciogliere: che ne sarà del Paisiello nel 2016-2017? La risposta per adesso non c’è. È tutta da costruire.