Salute
Oncoematologia pediatrica, Bari inaugura. Taranto attende ancora
Ieri Michele Emiliano ha inaugurato a Bari il nuovo padiglione di Oncologia ed Ematologia pediatrica del Policlinico di Bari. Taranto attende l’arrivo di due Oncoematologi pediatrici per il varo di un analogo reparto al SS. Annunziata. Nella città dei veleni dell’Ilva e dei record di tumori, per Oncoematologia è stata avviata anche una raccolta fondi con le magliette “Ie Jesche Pacce Pe Te“.

Qualcosa, però, si muove anche per Taranto. A darne notizia in maniera informale è Annamaria Moschetti, pediatra impegnata nella lotta all’inquinamento e per la tutela della salute (candidata alle elezioni comunali di Palagiano con Domiziano Lasigna). “Ho il piacere – scrive sul suo profilo Facebook – di presentarvi la dottoressa Roberta Koronica, l’Oncoematologa pediatra (quattro anni di esperienza in un Centro di Oncoematologia Pediatrica) che verrà a lavorare a Taranto nel settore di Oncoematologia Pediatrica che speriamo di riuscire a inaugurare per l’inizio dell’autunno e a cui stiamo alacremente lavorando”.
Oltre 600 “mi piace” testimoniano l’attenzione dei tarantini sull’argomento e la necessità di assicurare quanto prima cure adeguate ai bambini di Taranto, i più esposti di tutta la regione a sostanze tossiche e nocive. Per questo, però, l’inaugurazione del nuovo Padiglione a Bari e le dichiarazioni del governatore hanno assunto il sapere dell’ennesima beffa. “Finalmente la Puglia ha il suo punto di riferimento della oncologia pediatrica per tutti i bambini della regione”, ha detto Emiliano. “Abbiamo un posto vicino dove si arriva in giornata, dove poter fare tutto ciò che è necessario al massimo livello consentito dall’attuale conoscenza e scienza dell’organizzazione. E questo ci tranquillizza – ha proseguito – perché si trattava di un debito al quale la Puglia oggi ha assolto totalmente. Tutti i viaggi della speranza che sono stati fatti in questi anni in qualche maniera oggi vengono ripagati, speriamo nella maniera migliore. Ringrazio tutti quelli che si sono adoperati: quando si ottiene il risultato, il merito non è di una sola persona, ma della comunità pugliese. Non pensiate che il Policlinico appartenga a un solo comune, il Policlinico appartiene a tutta la Puglia”.
I tarantini non la pensano allo stesso modo. Ed è ancora la piazza virtuale dei social network ad alimentare la discussione. “Il reparto di Bari – spiega la dottoressa Moschetti – che da settembre avvierà anche i trapianti di midollo osseo nei bambini, sarà il nostro hub, il centro dove i nostri bambini faranno le cure nel periodo acuto, per poi essere seguiti negli anni successivi nel settore oncoematologico di Taranto (Spoke) che farà anche le diagnosi. In tutta Italia le Oncoematologia sono organizzate con un centro regionale (hub) dove si effettuano anche trapianti e le cure della fase acuta e i centri periferici cittadini (spoke) dove si effettua la diagnosi precoce e le lunghe cure e controlli degli anni successivi.
Bari è l’hub, Taranto lo spoke che non è una “succursale” ma un reparto diverso dove si fanno cose diverse. In verità la Puglia già presenta, in maniera anomala due hub (l’altro è San Giovanni Rotondo) cosa peraltro giustificabile per la lunghezza della regione”.
Non è convinta di questo modello organizzativo Paola D’Andria, presidente dell’Ail di Taranto, da anni tenacemente impegnata nella lotta alle malattie correlate all’inquinamento ambientale (candidata al Consiglio comunale di Taranto nelle liste di Vincenzo Fornaro). “Eterna sudditanza – risponde – università, salute, porto. Solo in una cosa ci è stato ceduto il passo: indotto industriale, malattie, morti. Grazie a chi politicamente e tecnicamente contribuisce a tutto ciò. Detto questo non posso che essere contenta che Bari abbia una oncoematologia pediatrica”.
Nella discussione interviene anche Saverio De Florio dell’associazione Malati infiammatori, cronici e immunitari. “Non metto in dubbio la qualità dell’hub e dello spoke – dice – contesto un fatto: che non ci è mai stato consentito in alcun caso di organizzare un’alta specializzazione nel luogo epidemiologicamente più rilevante. A parte i casi rari, se non altro un centro oncologico pugliese ad alta specializzazione avrebbe dovuto sorgere a Taranto per tutti i casi comuni, proprio come il nuovo reparto di Bari che non è un centro per i soli casi rari”.
Annamaria Moschetti insiste. “Per l’ oncoematologia pediatrica stiamo organizzando bene mi sembra. L’ hub di Bari che ho visitato oggi è un reparto meraviglioso. E spero che sia così per lo spoke di Taranto che stiamo costituendo, tenendo presente comunque che l’ intera pediatria col suo settore oncoematologico dovrà poi spostarsi nel nuovo ospedale. Taranto era l’unico posto in Italia dove i bambini con i tumori venivano curati in un reparto per adulti e dove gli oncologi avevano raccolto le firme per chiedere di non doversene occupare più”.