Omotransfobia, la legge che non dovrebbe dividere

Omotransfobia, la legge che non dovrebbe dividere

Un parrocco di Lizzano, in provincia di Taranto, ha celebrato ieri con alcuni fedeli un “rosario per la famiglia”, preghiera contro la legge attualmente in discussione alla Camera (già adottata dalla Commissione competente) sull’omotransfobia (video). Come se tutelare gli omosessuali dalla violenza fosse un ordigno innescato contro la famiglia “tradizionale”. Un intervento del vescovo di Taranto sarebbe opportuno, a riguardo.


Il parroco nel pomeriggio ha poi pubblicato un documento su Fb, dando la porpria versione e spiegando le ragioni della “celebrazione” :



Fuori da quella chiesa, in piazza, un gruppo di cittadini lizzanesi ha pacificamente protestato contro l’iniziativa assunta dal sacerdote (video) Sono intervenuti i carabinieri, è arrivato anche il sindaco che su Fb ha stigmatizzato l’iniziativa del parrocco.

Il documento del sindaco D’Oria:

Non dovrebbe dividere una legge pensata a tutela di chi viene pesantemente e platealmente discriminato e troppo spesso diventa bersaglio di violenza. Invece sta accadendo e, come sempre in certi casi, anche la politica si divide tra favorevoli e contrari all’introduzione di una fattispecie di reato penale in tema di omofobia.


La Commissione Giustizia della Camera ha adottato nelle scorse ore il testo unificato del relatore Alessandro Zan. Si tratta di combattere l’omofobia. A favore ha votato la maggioranza, contro Lega e Fdi (che temono una malcelata discriminazione di fondo contro le opinioni…) mentre Fi non ha partecipato al voto dando un segnale di «apertura».

La lotta alla discriminazione e ai cosiddetti «hate crimes», i crimini d’odio, va potenziata. La legge prevede di perseguire gli atti di violenza e l’istigazione a commettere atti di discriminazione o di violenza «fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere» (RepubblicaCorriere della Sera). Non vuole essere una legge bavaglio per chi ritiene di voler difendere i propri “canoni sessuali e sociofamiliari”. Si tratta di perseguire la propaganda violenta enaturalmente ciò che rischia di provocare. I pareri politici a riguardo sono discordanti (AvvenireLa Nazione) e  il termine per presentare gli emendamenti al testo base è stato fissato in Commissione Giustizia della Camera per giovedì prossimo, 16 luglio, alle 11.  


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