Pubblicato alle ore 19:04

Occupazione e impianti, le incognite nell’Ilva di Taranto

Che succede nello stabilimento Ilva di Taranto? In attesa di sapere in quali mani finiranno le acciaierie che furono dei Riva, sindacati e lavoratori si interrogano sui futuri assetti impiantistici. Un argomento che è stato affrontato nell’incontro odierno tra azienda e Fim, Fiom, Uilm. Ma c’è anche chi, come il Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, ritiene che quella dell’Ilva sia un’esperienza da archiviare. Lo stesso comitato, in una nota, paventa l’imminente fermata dell’Altoforno/4, ma la notizia è stata smentita dall’azienda da noi contattata telefonicamente.


Al di la di questo, la posizione dei “Liberi e pensanti” rispetto alla vicenda Ilva, è chiara: bisogna andare oltre e puntare sul cosiddetto piano B per Taranto. “Ribadiamo – si legge nel documento – che l’unica vera scommessa che il nostro territorio deve vincere, salvaguardando lavoro e salute, sarà la chiusura programmata di tutte le fonti inquinanti, bonifica, formazione e reimpiego degli operai. Elaborazione e attuazione di progetti di pubblica utilità e di bonifica (previa nuova formazione di tutti i lavoratori), mobilità lunga finalizzata al prepensionamento con un accordo, come avvenuto in passato nel 1994 che stabilisca costi, modi, tempi e beneficiari, benefici per l’amianto, che ricordiamo essere presente nello stabilimento così come dichiarato da Bondi. Incentivi alla fuoriuscita volontaria (da quantificarsi e a carico dello Stato) e accesso al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG/FEAG) per offrire un sostegno ai lavoratori in esubero. Le nostre proposte sono note da tempo. E ora è tempo di raccogliere la sfida del cambiamento, perché quello delle chiacchiere è finito”.



Lo scorso 1 giugno, invece, Fim, Fiom, Uilm inoltrarono una richiesta di incontro urgente ai commissari Ilva “per avere delucidazioni in merito alla questione ambientale, ai futuri assetti produttivi e ai risvolti occupazionali per i lavoratori sociali, dell’indotto e di appalto, alla luce delle novità introdotte dal X Decreto Governativo”. La riunione si è svolta oggi. “Ilva ha comunicato – spiegano i sindacati dei metalmeccanici – che eventuali assetti impiantistici futuri, legati anche all’adempimento delle prescrizioni Aia, saranno oggetto di un approfondimento con le parti sociali, a partire dalla prossima settimana“. Anche “eventuali risvolti sulla tenuta occupazionale degli impianti, devono essere contenuti entro la valenza dell’accordo sul Contratto di solidarietà siglato in data 13 febbraio 2016, che ricordiamo essere previsti per un numero massimo di 3095 unità“.

Fim, Fiom, Uilm hanno espresso “forti perplessità in merito alle fermate impiantistiche e relative scadenze previste dall’Aia, la tempistica degli interventi da attuare per il risanamento ambientale, la tenuta occupazionale e lo stato di criticità impiantistico. Inoltre, il 7 giugno, si è tenuto il Consiglio di Fabbrica unitario alla presenza dei segretari generali e delle rappresentanze sindacali unitarie Ilva e appalto, al termine del quale si è deciso di avviare un piano di assemblee informative per tutti i lavoratori, a partire dal 13 giugno, per discutere in merito alle vicende Ilva e alla complicata trattativa del rinnovo del contratto di lavoro”.


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