Nuovo ospedale, il progetto spiegato dagli ingegneri. Ma cosa fare del Ss.Annunziata?

    Riordiniamo l’Ordine, un gruppo di ingegneri che si sta candidando alla guida dell’Ordine professionale ionico (si vota tra due settimane) analizza e commenta il progetto del nuovo ospedale di Taranto. Numeri, tempi, costi, ricavi sociali, iter amministrativo e obiettivi della nuova struttura senza dimenticare quella che sarà dismessa. Anzi.. Ecco l’analisi a firma di Davide Mancarella a nome dei suoi colleghi.


    “Esistono opere che hanno incalcolabili ricadute sul territorio tarantino e di cui si parla ancora troppo poco. E’ il caso dell’Ospedale San Cataldo, una moderna, razionale ed organizzata struttura sanitaria che la Collettività aspetta da tempo e che, in sostituzione dell’ormai obsoleto e sovra-sfruttato SS. Annunziata, disporrà di ben 715 posti letto. Eppure, del processo decisionale, autorizzativo e realizzativo, si è parlato e si parla ancora troppo poco, spesso facendo riferimento ad informazioni imprecise. Ma non ci si può permettere di “aspettare alla finestra” mentre l’opera avanza con i suoi tempi molto lunghi, anche perché il processo resta poco governato, specialmente dalle istituzioni locali, che dovrebbero invece avere un ruolo molto più attivo. E’ importante che tutte le istituzioni, in primis gli Ordini professionali, si facciano promotori di tutte le iniziative necessarie ad accelerare questo processo, e a fare chiarezza, favorendo un dibattito pubblico trasparente e organico, per mantenere vigile l’attenzione su uno dei temi più importanti per il futuro della città e della provincia tutta. Il gruppo di amici e colleghi di “RiordiniAMO l’ORDINE”, di cui mi onoro di far parte, ha deciso di occuparsi attivamente di questo tema e, con l’ausilio dei colleghi dell’Area Tecnica dell’Asl, abbiamo potuto acquisire la documentazione necessaria a fare chiarezza sullo stato di avanzamento di questo importante progetto.



    Finanziamento e costi dell’opera

    Il finanziamento per la costruzione dell’Ospedale San Cataldo è stato inizialmente sancito il 3 Agosto 2012 con la Delibera n. 266 del C.I.P.E. (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), con la quale vennero stanziati circa 140 milioni di euro, integrati poi dalla Regione Puglia che, con Delibera della Giunta Regionale n. 652 del 8.04.2014, destinava gli ulteriori 67 milioni necessari. La funzionalizzazione dell’Ospedale richiederà poi ulteriori 35 Milioni di euro in dotazioni tecnologiche ed apparecchiature biomediche.

    La genesi del sito ospedaliero


    L’Asl non ha terreni di proprietà di dimensioni tali da ospitare una struttura così importante. In particolare, intorno all’Ospedale Nord, ove in passato si è parlato di possibili ampliamenti, le aree, oltre a non essere di proprietà della Asl, sono vincolate e protette, anche per presenza diffusa di macchia mediterranea.
    Pertanto la Asl si è rivolta al Comune di Taranto, ed è stata conseguentemente individuata l’area definitiva ove sorgerà l’Ospedale, in prossimità della SS n. 7, lungo la nuova direttrice di collegamento tra Taranto e San Giorgio Jonico, a pochi chilometri dall’Ipermercato Auchan e dalla Casa Circondariale.
    Il Piano Regolatore vigente, peraltro già prevedeva questa come unica grande area idonea ad un sito ospedaliero importante, ossia destinata a “servizi di interesse pubblico: ospedali (B 2.4)”, normato dall’art. 29 delle N.T.A. vigenti.

    Il fronte urbanistico

    L’Ospedale potrà impegnare un’area di 22 ettari che, con le fasce di rispetto, arriverá a 26. L’area, oltre ad avere destinazione urbanistica aderente al Piano, non risulta inoltre gravata da particolari vincoli, di natura ambientale, idrogeologica o archeologica.
    L’area individuata risulta prevalentemente pianeggiante e libera da manufatti, su terreni in parte impiegati come seminativi (vigneti) ed in parte incolti.

    La Asl Taranto, a seguito di uno studio clinico-gestionale, ha sviluppato internamente il progetto preliminare.
    La Regione Puglia ha dato il via libera alla redazione del progetto definitivo da mettere a gara per l’Appalto Integrato. A seguito di una gara, nel Luglio 2015, la ASL ha affidato il progetto definitivo al raggruppamento formato dalle società di Ingegneria specializzate Proger e Manens-Tifs.

    Il progetto

    E’ improntato a moderni criteri di ottimizzazione logistica e sanitaria, con stanze a due posti letto, percorsi razionali, distribuzione organica di laboratori e sale operatorie attrezzate, strutture portanti dimensionate con i massimi livelli di sicurezza previsti dalle norme e dotate di isolatori sismici. Tutto ciò che l’Ospedale SS. Annunziata non è e non potrebbe comunque essere, perché la struttura è obsoleta e gli spazi sono insufficienti alle funzioni necessarie, ancor più a seguito del sovraccarico dovuto al recente Piano di Riordino Ospedaliero.
    Il nuovo Ospedale sarà ospitato in un edificio costituito da più corpi interconnessi, con sviluppo su 6 piani (4 fuori terra, oltre a seminterrato ed interrato), garantirà 715 posti letto, e sarà persino dotato di una superficie di atterraggio per l’elisoccorso.
    La superficie netta destinata ai servizi sanitari (escluse murature interne ed esterne ed i percorsi) è pari a circa 87.000 metri quadri mentre il volume complessivo corrispondente è circa 492.000 metri cubi.
    L’accesso al lotto del nuovo ospedale avverrá per tutte le utenze subito dopo la rotatoria della strada provinciale 105, per poi arrivare ad una area di distribuzione del traffico che verrá incanalato, a seconda della tipologia, ai diversi gates di ingresso. Per rispondere a criteri di efficienza, sono previsti ingressi separati e differenziati per personale, logistica, visitatori, pazienti ambulatoriali ed Emergenza.
    E’ previsto persino il Kiss&Ride con l’ingresso protetto da pensiline per i veicoli che accompagnano i pazienti non deambulanti.
    La camera calda del Pronto Soccorso è posizionata sul fronte est dell’edificio, in posizione opposta e con percorsi separati rispetto all’ingresso destinato al pubblico, senza interferenza di flussi. In adiacenza alla Camera Calda è anche prevista l’elisuperficie. Anche i percorsi interni alla struttura ospedaliera sono studiati con criteri di separazione netta e continua tra i circuiti destinati ai visitatori, ai pazienti, al personale medico ed ai degenti, per motivi di funzionalità e privacy. Sono previsti due montalettighe dedicati in via esclusiva all’emergenza (UTIC, Blocco Parto, Blocco Operatorio, Rianimazione).
    Le aree di pertinenza esterna all’ospedale prevedono una superficie complessiva da destinare a parcheggio pari a 36.795,90 mq e spazi a verde attrezzato per 80.449,20 mq.

    L’iter tecnico-amministrativo

    Il progetto definitivo ha ricevuto tutti i pareri autorizzativi con la Conferenza dei Servizi del 23 Dicembre 2015 che, a tutti gli effetti, rappresenta un titolo abilitativo. Nel frattempo, il Comune ha emesso due delibere di approvazione, anche per consentire di procedere all’iter espropriativo delle aree.
    Il progetto definitivo, a seguito di validazione da parte di Società specializzate nella verifica dei progetti, è stato definitivamente approvato dalla ASL Taranto a Febbraio 2016. Già nel mese di Marzo 2016 la ASL aveva predisposto la delibera di indizione della gara per la costruzione dell’Ospedale secondo la procedura dell’Appalto integrato. Quest’ultima prevede il contestuale affidamento del progetto esecutivo e della esecuzione dei lavori.
    In quel breve lasso di tempo tra approvazione del progetto e indizione della gara, l’intervento viene inserito nel CIS (Contratto Istituzionale di Sviluppo Taranto). Il CIS, se da un lato, mette a salvaguardia il finanziamento (non esistono più scadenze per la spesa), dall’altro impone Invitalia come Centrale di Committenza. Il passaggio di consegne tra la ASL Taranto e Invitalia per la procedura di gara ha richiesto un tempo tecnico, durante il quale è stato emanato il nuovo Codice degli Appalti (D.Lgs 50/2016). Quest’ultimo non ha ammesso periodi transitori di applicazione ed ha definitivamente vietato procedure di gara per lavori in assenza di un progetto esecutivo. Pertanto, a far data da Aprile 2016 è Invitalia il soggetto che deve bandire le gare, sia per il progetto esecutivo che, successivamente, per i lavori di costruzione.
    A seguito di questa investitura, Invitalia ha bandito la gara per la progettazione esecutiva ad Ottobre 2016. La procedura è ancora in fase di aggiudicazione e dovrebbe concludersi entro l’estate.
    Pertanto, se non ci saranno ricorsi, la Società aggiudicataria, dovrebbe redigere il progetto esecutivo tra settembre e dicembre 2017.

    L’inizio dei lavori

    Se non dovessero esserci ulteriori intoppi, Invitalia potrebbe bandire la gara per i Lavori di costruzione agli inizi del 2018. Presumibilmente, i tempi di affidamento dei lavori non dureranno meno di un anno. E siamo già al 2019.
    I lavori, di imponente entità, non potranno durare meno di 3 anni e mezzo, oltre eventuali sospensive, ed i tempi tecnici per i collaudi (un altro anno). Taranto potrebbe avere il suo nuovo Ospedale nel 2023. Certamente non prima. Probabilmente dopo, se le Istituzioni non vigileranno adeguatamente sul cronoprogramma e sui tempi di esecuzione.
    Le dotazioni strumentali e tecnologiche dovranno essere successivamente progettate ed appaltate in un secondo momento. Se si progettassero e si mettessero adesso in gara, sarebbero già obsolete alla data di ultimazione dell’ospedale. Dovranno essere progettate e fornite in fase di conclusione dei lavori. E dovranno essere acquisiti i relativi finanziamenti.

    Si tratta di un investimento importante per Taranto: 207 milioni di euro, oltre 35 milioni di euro in attrezzature e dotazioni tecnologiche e strumentali.

    Il ruolo dell’Ordine Ingegneri

    L’Ordine degli Ingegneri dovrebbe in primis partecipare al dibattito pubblico, informare la categoria e la collettività sullo stato di avanzamento. Dare il suo contributo sui tavoli tecnici ed istituzionali a cui sarà invitato.
    L’Ordine degli Ingegneri dovrebbe sollecitare il nuovo Sindaco e gli Enti Pubblici locali interessati (Regione, Asl, ecc.) a vigilare che l’opera si faccia, che si faccia nei tempi già descritti, che Invitalia proceda celermente in tutte le fasi amministrative, che arrivino i finanziamenti per la attrezzature e dotazioni tecnologiche, che si potenzino le infrastrutture viarie per l’accesso all’Ospedale, che si potenzi il trasporto pubblico urbano per connettere l’Ospedale ed i suoi servizi a città e provincia. L’entrata in servizio di un Ospedale finalmente moderno e funzionale a Taranto è importante, anche perché ridurrà il gap con altre Province. Una nuova struttura moderna e organica potrà garantire spazi più adeguati e servizi più efficienti (un esempio per tutti, il Pronto Soccorso) e limitare anche il “turismo sanitario” verso altre province e regioni.
    L’ospedale sarà inevitabilmente il motore di numerose altre infrastrutture utili al territorio, tra cui, ad esempio, la tangenziale est e potrà anche innescare processi virtuosi di decongestionamento di alcune aree della città.

    E il SS.Annunziata?
    In conseguenza dell’avviamento dell’Ospedale San Cataldo, certamente, il Santissima Annunziata dovrà essere dismesso.
    Il padiglione Vinci resterà per svolgere le sue funzioni a carattere amministrativo e ambulatoriale. A parte questo, alla Asl, questo colosso edilizio non servirà più.

    Cosa farne? Come approfittare di questa area in via di dismissione a favore della città? Occorre che si apra un dibattito serio sul tema. Riutilizzo della struttura, riconversione o demolizione? Certo, la vetustà della struttura comporterà costi notevoli di riqualificazione qualora la si volesse riconvertire. Potrebbe invece essere un’occasione per alleggerire il carico urbanistico, riqualificare e ridare bellezza ad una delle aree più caotiche della città. Parallelamente alla costruzione del Nuovo Ospedale occorrerà affrontare seriamente una programmazione ed un dibattito aperto per il futuro di questa area. Altrimenti, quando la Asl svuoterà l’edificio, potrebbe rimanerne un ulteriore ingombrante rudere o un impattante volume pronto per ulteriori speculazioni.


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