Piani Alti
Nasce il direttorio dei 5: il Pd di Taranto cambia tutto per non cambiare nulla
Alla fine non si è nemmeno votato. Si potrebbe dire che l’assemblea ha deciso per sfinimento, visto che a mezzanotte, dopo ore ed ore di giri di parole (come solo il Pd riesce a fare, con riconosciute punte di eccellenza in quello tarantino…), il segretario regionale ha battezzato il direttorio dei cinque con un innesto finale che chiude il cerchio e ricompone gli assetti di sempre.
Insomma, nessun segretario al posto di Musillo, nessun traghettatore. Saranno in cinque a guidare il Pd della provincia ionica, partito reduce da batoste elettorali che avrebbero piegato chiunque (tranne i maggiorenti locali).
Di seguito, nomi, cognomi e aree di riferimento: Giampiero Mancarelli (Pentassuglia), Enzo Di Gregorio (Michele Pelillo), Valerio Papa (Ludovico Vico), Massimo Serio (Michele Mazzarano) e Costanzo Carrieri, alla vigilia papabile segretario provinciale e che in questo pentadirettorio entra per volontà del segretario regionale Lacarra con probabile via libera di Michele Pelillo, parlamentare al quale Lacarra due mesi fa aveva pubblicamente affidato le cure del Pd uscito malconcio dalle urne.
Non cambia nulla, dunque. Con buona pace di chi, anche ieri a tarda ora, nella sede di via Principe Amedeo, chiedeva il cambio di rotta e di passo.
Chi ha messo la firma in calce alla sconfitta elettorale delle recenti amministrative (11 Comuni persi su 11) con annessi scioglimenti consiliari di Martina e Palagiano, non molla la presa e si divide questa piccola torta che però è succulenta: i cinque, in attesa del prossimo congresso, di fatto gestiranno le scelte del partito (in nome e per conto delle aree maggiorenti i riferimento) passando da referendum, rinnovo del Consiglio provinciale ed elezioni municipali tarantine. A meno che il Pd non intenda svolgere il congresso provinciale prima delle Comunali 2017 (molto difficile).
Alla fine, insomma, il conto lo ha pagato Walter Musillo, segretario provinciale pelilliano (sarebbe più opportuno dire ex pelilliano, ormai) anche se il crollo dei consensi alle regionali 2015 e il disastro elettorale 2016 sono stati la conseguenza di strategie e atteggiamenti sbagliati dei quali la segreteria provinciale si è fatta (ma non può essere un alibi, comunque) semplice portavoce. Ma in politica c’è sempre chi paga, chi incassa e chi non paga mai.