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Morte all’Ilva, sciopero e vertice in Prefettura

Pubblicato | da Michele Tursi

Sciopero e vertice in Prefettura. E’ una stanca liturgia, ormai, quella che accompagna le morti sul lavoro. L’indignazione, il cordoglio, la rabbia, l’impotenza, fanno parte di un copione che i tarantini conoscono fin troppo bene. Questi sono gli strumenti a disposizione dei lavoratori e dei sindacati. Ma sono armi sempre più spuntate, utilizzate in una realtà confusa e disorientata.

La fabbrica non è più un dogma in cui credere ciecamente, non è più un presidio da difendere ad ogni costo. Oltre 50 anni di siderurgia hanno lasciato una lunga scia di operai morti sul lavoro. Dal 2012 le perizie di Ambiente Svenduto, hanno confermato quello che abbiamo sempre temuto: l’assenza di adeguate misure ambientali su altoforni, cokerie, agglomerato e acciaierie ha causato malattie e morti nella popolazione civile.

La morte del giovane Angelo Fuggiano irrompe in piena trattativa sulla cessione dell’Ilva ad Arcelor Mittal e mentre sta per nascere il governo M5S-Lega che parla apertamente di “riconversione economica basata sulla chiusura delle fonti inquinanti” per la realtà tarantina. Il destino, ancora una volta si diverte a dire la sua sulle vicende dei comuni mortali.

Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno congiuntamente proclamato uno sciopero di tutto lo stabilimento che coinvolge sia i dipendenti Ilva che quelli dell’appalto. L’astensione è iniziata alle 11 di questa mattina e proseguirà sino alla conclusione del primo turno di domani. Una decisione che ha messo in difficoltà l’azienda che ha chiesto di interrompere la protesta per motivi di sicurezza. I sindacati hanno respinto la proposta e alle 17,30 è in programma la riunione convocata dal Prefetto. Adesioni all’agitazione giungono da molte categorie sindacali e sotto il Palazzo del Governo si svolgerà un sit-in di protesta.

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, esprime il suo cordoglio. “Affranto – scrive il primo cittadino – mi stringo, con l’Amministrazione tutta, alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Angelo Fuggiano”.