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Marijuana a Km 0. Una serra clandestina vicino alla spiaggia
Dal produttore al consumatore. Filiera corta e Km 0 anche per gli stupefacenti. È’ quanto hanno scoperto i carabinieri a Castellaneta Marina, nota località turistica della provincia di Taranto.
I militari hanno portato alla luce una serra clandestina in cui veniva coltivata marijuana. A gestire l’illecita attività Francesco Giannico, 52 anni, ed un suo coetaneo incensurato, entrambi di Castellaneta. La scoperta è avvenuta nell’ambito di controlli mirati a contrastare lo spaccio di droga. L’attenzione dei carabinieri si è concentrata su Giannico ed i sospetti hanno trovato conferma.
Nel corso dell’attività, infatti, gli investigatori hanno notato Giannico che, con fare circospetto, entrava in una cassa disabitata adiacente la sua abitazione. I militari, insospettiti da tale comportamento, hanno deciso di effettuare una perquisizione. All’interno dell’immobile c’era una vera e propria “serra” per la produzione di marijuana. I carabinieri hanno rinvenuto 141 piante, di altezza variabile tra 30 centimetri e 2 metri.
In una stanza, un 52enne del posto (incensurato) che svolge l’attività di barista, era intento ad innaffiare le piante. L’appartamento è risultato essere di proprietà di una cittadina irlandese risultata completamente estranea ai fatti. Nella serra era stato allestito tutto l’occorrente per la coltivazione delle piante: un impianto di ventilazione automatico, con tubazioni flessibili collegate a ventilatori; luci alogene e led, un apparecchio deumidificatore. Uno degli ambienti era stato soppalcato in modo da ricavare ulteriore spazio. Al suo interno, infatti, erano custoditi 40 vasi con altrettante piante in fase di impianto, mentre in basso vi erano altre 20 piante in fase di essiccazione.
In un altra stanza si trovavano altre 70 piante in fase di crescita. I carabinieri hanno trovato 1.252 grammi di marijuana già impacchettata e suddivisa in 10 involucri confezionati con carta alluminio, 1.5 Kg grammi di foglie e frammenti di piante di marijuana contenuti in una busta in cellophane, un bilancino elettronico, vari flaconi di concime organico, fari led e ventilatori.
I militari, inoltre, hanno accertato, con l’ausilio dei tecnici dell’Enel, che l’appartamento era allacciato abusivamente alla rete elettrica. L’intero locale, e l’attrezzatura utilizzata per la coltivazione e confezionamento dello stupefacente, sono stati sequestrati.
I due “coltivatori diretti” sono stati arrestati in flagranza per produzione e coltivazione di sostanze stupefacenti e furto di energia e sono stati ristretti nella casa circondariale di Taranto.