Mariangela Tarì insignita da Mattarella ‘Cavaliere della Repubblica’

Mariangela Tarì insignita da Mattarella ‘Cavaliere della Repubblica’

Le onorificenze sono state rese note nelle ultime ore. Tra i nuovi Cavalieri della Repubblica c’è la tarantina Mariangela Tarì. Ecco la motivazione, sintesi di un impegno quotidiano che noi de La Ringhiera, come tantissimi tarantini e non solo, conosciamo ed apprezziamo da sempre:


(Fonte Quirinale) ‘’Per la sua preziosa, intensa e appassionata testimonianza delle difficoltà quotidiane legate alla condizione di caregiver familiare”
Insegnante di sostegno. Madre di Sofia, bambina disabile, e di Bruno, colpito a 5 anni da un tumore al cervello.
È autrice del libro “Il precipizio dell’amore” che trae origine da una lettera pubblicata sulla prima pagina de La Repubblica nel 2018, prima testimonianza pubblica della vita della sua famiglia e di quanti condividono il compito di prendersi cura: i caregivers. Racconta anni di lotta quotidiana contro la malattia, la burocrazia e il continuo esercizio “di forzare la felicità”. Ma comunica anche la spinta a farsi promotori di qualcosa di importante. Si legge: “Il dolore è come l’amore, è una potenza creatrice”. Con questo spirito ha fondato l’associazione di promozione sociale “La Casa di Sofia” (a cui è devoluto il ricavato del libro) che si occupa di migliorare la qualità della vita dei bambini con disabilità o gravemente malati attraverso la terapia ricreativa. È impegnata nella sensibilizzazione sulla condizione dei caregivers e sul tema del ‘dopo di noi’. Ha scritto: “siamo circondati da persone che nascondono nella loro borsa dei pannolini arrotolati, questa è una storia grande che riguarda tutti… Il mio desiderio, la ragione per cui ho scritto questo libro, è di riuscire almeno un poco a trasformare un ragionamento astratto in una sensazione (…). Se, una volta spento il faro, la sensazione rimasta sarà di empatia, allora qualcosa di buono sarà stato fatto, perché la cura più importante di tutte è solo la relazione tra le persone. Le regole del gioco le si cambia stando insieme, stando in ascolto”.
Sulla questione del ‘dopo di noi’ stigmatizza: “alla politica chiedo di non portarmi a pregare che mia figlia muoia un secondo prima di me”.





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