Skip to main content

Mai dire “Ilva…”, altrimenti s’arrabbia

Pubblicato | da Redazione

Non dite Ilva a Luigi Di Maio, se poi ci aggiungere “promessa elettorale” finisce che s’arrabbia. Figurarsi i tarantini, verrebbe da rispondergli. Anzi, glielo diciamo proprio: figuriamoci i tarantini come sono inca..!

Da una parte ha ragione, lui la parola “chiusura” non l’ha mai pronunciata (https://www.facebook.com/laringhiera.press/videos/2046985902179522/) (Orfeo, febbraio 2018  documento M5S).

Però ha consentito che durante la campagna elettorale 2018, sino al 4 marzo, i suoi candidati al Parlamento ne facessero un legittimo uso propagandistico tra conferenze stampa, comunicati, comizi. E’ vero, la chiamavano “fonte inquinante” e già da allora, gli indignati di oggi, gli accusatori di “tradimento politico” avrebbero forse dovuto risintonizzare le aspettative invece di ingrossare le percentuali ioniche del M5S sino al punto da portarle al 45%.  “Mi arrabbio un po’”, ha detto oggi il vicepremier,  “quando si dice che l’Ilva è una promessa mancata: abbiamo promesso la riconversione economica. Nella legge di Bilancio abbiamo accentrato in un unico comitato, diretto dal Mise,  i fondi che si devono investire nei prossimi anni a Taranto, che riguarderanno anche l’Ilva e Mittal, per riconvertire economicamente il territorio perché possa essere disintossicato dalla dipendenza da un solo stabilimento industriale”.

Insomma, cambierà in definitiva il nome del Cis dopo aver cambiato il suo dirigente attuativo.