Sul Pezzo
15 denunce per i fatti del 29 luglio
Renzi ha da poco finito il suo discorso al museo di Taranto. E’ il 29 luglio del 2016 e il premier ha inaugurato la sezione preistorica del MarTa, il secondo piano che si attendeva da anni.
In piazza Garibaldi centinaia di manifestanti urlano il proprio malessere per la condizione ambientale e sanitaria in cui versa Taranto a causa della grande industria: accusano il Governo di aver seguito i precedenti nella sequenza dei cosiddetti decreti “salva Ilva”. I politici presenti sono attesi in Prefettura. Nonostante il cima di tensione, l’onorevole Pelillo decide di percorrere a piedi via Cavour, breve tratto di strada che divide il museo da Palazzo del Governo. Decine di manifestanti lo “accompagnano” lungo il tragitto, circondandolo. La polizia fa scudo intorno al parlamentare Pd ma questo non gli risparmierà insulti, fischi e.. polvere minerale che gli sarà gettata addosso da alcuni dei presenti.
Per quell’episodio, i denunciati sono 15. Ne danno notizia i Liberi e Pensanti. ‘’Il 29 luglio 2016, sfidando i manifestanti che contestavano Renzi e il suo governo per i decreti… Pelillo, dal Museo MarTa, raggiungeva a piedi il palazzo della Prefettura…. apprendiamo che 15 cittadini sono stati denunciati (assoluzioni, settembre 2020 – leggi qui) per aver provato a rappresentare il proprio dissenso” si legge in uno dei passi salienti della nota.
Come spiegano dal comitato, “ad alcuni di quei cittadini viene contestato il lancio di “materiale in polvere di colore nero” verso Pelillo. “Vogliamo gridare a tutta la città che ci riconosciamo pienamente in quest’azione ” si legge.
La ricostruzione della Questura (comunicato ufficiale)
“Sono 15 le persone cui la Questura di Taranto ha notificato l’ informazione di garanzia emessa dalla Procura della Repubblica in relazione ai disordini provocati in occasione della visita dell’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel capoluogo jonico.
Il provvedimento giudiziario è scaturito a seguito delle accurate indagini compiute dalla DIGOS che hanno permesso agli inquirenti di individuare gli autori dei disordini, evidenziandone i diversi profili di responsabilità penale.
Gli indagati, alcuni dei quali già gravati da precedenti penali specifici per episodi analoghi, dovranno rispondere a vario titolo di violenza, minacce, oltraggio e resistenza a P.U. , per quanto accadde lo scorso 29 luglio allorquando, in più riprese, prima , durante e successivamente all’inaugurazione del padiglione del M.Ar.Ta alla presenza del premier, si verificarono gravi episodi di intemperanza poi sfociati in atti di violenza contro le forze dell’ordine.
I manifestanti, contravvenendo alle prescrizioni della Questura, tentarono più volte di forzare lo schieramento di polizia: in quei frangenti dai più facinorosi furono lanciati oggetti pericolosi verso il dispositivo di sicurezza e colpito un dirigente della Polizia di Stato.
Soltanto grazie alla elevata responsabilità e professionalità delle forze dell’ordine furono scongiurate conseguenze ulteriori e più gravi rispetto a quanto accaduto.
Indagati anche quanti sono stati riconosciuti responsabili dell’accerchiamento nei confronti dell’on. Pelillo, parlamentare jonico del Pd, il quale, al termine della cerimonia al museo recandosi a piedi verso la Prefettura, era stato raggiunto da oggetti lanciati da alcuni manifestanti”