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Io che mi perdo la prima… causa nebbia
Mi son persa la prima. Mi hanno citato e pare anche nominato dal palco. Un po’ come si fa con i morti eccellenti, ma per fortuna non sono né morta né eccellente. Mentre nel teatro di Sant’Antonio si celebrava la nascita di un nuovo giornale, io naufragavo nella nebbia tra Manduria e Sava. Arrivata a san Giorgio Jonico ho iniziato a ridere perché mai come in questo viaggio mi ero accorta della incongruenza dei segnali stradali. Quando pensavo mancassero 12 chilometri alla meta i segnali me ne indicavano altri, per poi cambiare nuovamente le carte in tavola.
Probabilmente mi toccherà fare una chiacchierata con chi si occupa di cartellonistica stradale per capire se chi ha posizionato quei cartelli in quel giorno avesse assunto stupefacenti oppure hanno attuato un gioco perverso per mandare in crisi gli impediti della guida come me.
Persa nelle nebbie di una provincia che affogava nel buio delle strade pensavo a quanto fosse bella questa Ringhiera, un osservatorio privilegiato sulle cose che accadono dalle parti nostre e non solo, un orizzonte illimitato di ispirazioni. La mia tata Maddalena quando ero ragazzina mi cresceva con il motto “nessuno nasce imparato”; lei donna ossuta e saggia mi spiegava nel suo italiano a intermittenza quanto fosse importante imparare a osservare, guardare, a ispirarsi e riportare quelle esperienze rivivendole su misura delle proprie esigenze. Una bella lezione di vita in salsa popolare.
La Ringhiera diventa così il mio nuovo osservatorio. A volte mi affaccerò, altre proverò a scavalcarla, altre ancora forse mi limiterò a vedere ciò che accade attraverso quelle sbarre pur vivendo ormai troppo spesso tanto lontano da questa città.
Per ora ben tornati Michele e Angelo. Bella squadra quella che avete messo insieme, tanto bella che mi chiedo ma io che ci faccio qui?
Monica Caradonna
(Press office & PR)