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Ilva, pasticcio Taranto. Tamburrano al Tar contro Melucci

Pubblicato | da Michele Tursi

Finora le parti in causa erano due. Il Governo, promotore del dpcm del 29 settembre e delle nuove disposizioni ambientali per l’Ilva di Taranto in esso contenute. Il Comune di Taranto e la Regione Puglia che si sono opposti al decreto dinanzi al Tar di Lecce ritenendone troppo lunghi i tempi di attuazione. Ora entra in gioco un terzo soggetto istituzionale, finora rimasto ai margini della vicenda. Il presidente della Provincia di Taranto Martino Tamburrano rappresentato dall’avvocato Pietro Quinto ha presentato ricorso “ad opponendum” contro il Comune di Taranto.

TAMBURRANO CONTRO MELUCCI Il presidente Tamburrano, esponente di spicco di Forza Italia e probabile candidato al senato alle prossime elezioni di marzo, motiva la decisione con la necessità di “conservazione degli atti impugnati, che hanno dato nuovo impulso all’attività dello stabilimento Ilva di Taranto attraverso un equo contemperamento degli interesse coinvolti, sia di quelli ambientali e sanitari, sia di quelli imprenditoriali, salvaguardando adeguatamente i livelli occupazionali, nonché garantendo interventi positivi per fronteggiare l’emergenza ambientale”. La legittimazione della Provincia ad intervenire nella vicenda, “deriva dalla sua rappresentatività del territorio e delle popolazioni ivi residenti”. L’Ente chiede alla III sezione del Tar di Lecce “che il ricorso venga respinto perché inammissibile, irricevibile e comunque infondato in fatto e in diritto”.

Riepilogando e analizzando la vicenda nelle sue dinamiche politiche, osserviamo che due componenti dello stesso partito, il Pd, da mesi litigano aspramente sull’Ilva. In soccorso di una delle due parti, quella più filogovernativa, arriva un rappresentate di uno dei maggiori partiti di opposizione (Forza Italia). Insomma, il conflitto rischia di trasformarsi in un enorme pasticcio istituzionale, molto pericoloso per tutti. Tutto questo accade a meno di due mesi dal voto, con il sospetto che la “stampella” offerta da Tamburrano al Pd di Renzi in terra ionica, non sia poi così disinteressata.

EMILIANO IL DECARBONIZZATORE Intanto il braccio di ferro continua. Il presidente della Regione Puglia ha nuovamente parlato di Ilva. “In questo momento – ha detto a margine di una conferenza stampa – stiamo chiedendo al Governo di rispettare le leggi, la Costituzione, la salute dei cittadini. E se queste garanzie non le avremo il ricorso non sarà mai ritirato. Se invece avremo queste garanzie è evidente che nessuno di noi ha intenzione di mantenere in piedi un contenzioso che non abbia un significato di tutela della salute delle persone. Riguardo le condizioni su cui Regione e Comune di Taranto si concentreranno nella controproposta alla bozza del Protocollo di intesa sull’Ilva inviato dal governo: se raggiungiamo un accordo sulla applicazione della legge regionale sulla previsione del danno sanitario (VDS), e otteniamo la possibilità di dimostrare che la decarbonizzazione non ha questo differenziale di costo così elevato come si sostiene, e che quindi si parte con la decarbonizzazione almeno sui due gruppi da ristrutturare, allora noi siamo a buon punto”.

https://www.facebook.com/micheleemiliano/videos/10157614145938084/

LA FIM CISL PROMUOVE TAMBURRANO Solidale con la decisione di Tamburrano è la Fim Cisl. Marco Bentivogli e Valerio D’Alò plaudono al ricorso. “Abbiamo appena appreso che è stato depositato da Martino Tamburrano di Forza Italia, Presidente della Provincia, presso il Tar di Lecce, un intervento ad opponendum contro il ricorso presentato da Comune di Taranto e Regione Puglia su Dpcm Ilva. E’ la dimostrazione che per quanto nefasta, nessuno può avere il monopolio nella guerra a colpi di carte bollate, di cui questo Paese da anni è prigioniero a causa di istituzioni che rinunciano ad esercitare un ruolo costruttivo. Bene ha fatto la Provincia di Taranto, assordante è invece il silenzio del Pd Pugliese e Nazionale, su una vicenda strategica che non può essere lasciata in appalto a chi ne sta facendo solo oggetto speculativo”.

“Sarà dura per Emiliano – continua la Fim Cisl – dire che le istituzioni del Territorio sono con lui visto l’impatto di Ilva in tantissimi comuni della Provincia Tarantina. Questo a proposito di chi si è permesso a sproposito, di parlare a nome di cittadini e lavoratori. L’opposizione ha il proposito di tentare di fermare un ricorso al Tar che avrebbe il solo merito di fermare ambientalizzazione, chiudere la fabbrica e lasciare a casa 20.000 lavoratori. Martedì in Consiglio Regionale è in calendario il voto sul ritiro al ricorso, vedremo coerenze o ambiguità, le prime le aspettiamo da tempo, le seconde stanno facendo rischiare 20.000 famiglie e l’ambientalizzazione, finalmente in cantiere”.

ON. CHIARELLI, TARANTO NEL CAOS Nel dibattito interviene anche l’on. Gianfranco Chiarelli. “La cronaca odierna riferita alla vertenza Ilva restituisce un quadro davvero desolante che evidenzia come stiano prevalendo le ragioni di un deleterio protagonismo che non promette nulla di buono. Il tutto nel momento peggiore che si potesse immaginare per una questione di rilevanza assoluta per il futuro di Taranto, della sua provincia, dell’intero Paese: la campagna elettorale, ormai di fatto avviata, rischia di condizionare pesantemente, e negativamente, la trattativa in corso. Leggo di Emiliano che, in modo davvero stupefacente per un rappresentante istituzionale, chiede di estromettere dal dialogo il ministro Calenda! Il quale, va detto, non ha mai nascosto motivi di fastidio nella interlocuzione con il governatore pugliese”.

“Alcuni sindaci della provincia promuovono un proprio tavolo di lavoro. Dalla provincia parte un ricorso “ad opponendum” contro il Comune di Taranto, il cui ricorso al Tar viene però sostenuto da alcune associazioni ambientaliste che si costituiscono “ad adiuvandum”. Insomma siamo al caos più totale. Ora più che mai è essenziale ed improcrastinabile una necessaria sintesi di tutte le posizioni in campo in modo tale da presentare al governo una proposta unitaria solidamente sostenuta dall’intero territorio. Si faccia quindi subito quel tavolo, attualmente rinviato sine die, con tutte le rappresentanze istituzionali e associative della nostra provincia. Emiliano, in particolare, la smetta una volta per tutte con le sue uscite teatrali, e abbia più rispetto di Taranto e dei suoi cittadini”.