Piani Alti
Ilva, la grande incertezza
Primo round del match Ilva. Il ministro allo Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha incontrato i rappresentati dei sindacati. Fim, Fiom, Uilm, avevano già respinto l’ipotesi d’accordo predisposta dall’ex ministro Carlo Calenda perchè non prevedeva la piena occupazione delle maestranze. Oggi i sindacati hanno chiesto al Governo di chiarire la posizione sull’Ilva.
Per Marco Bentivogli della Fim Cisl “l’indotto è senza risorse e si risparmia in manutenzione e sicurezza. Non accettiamo ulteriori i rinvii e dobbiamo sapere con chiarezza quale è la posizione del Governo sul futuro dell’ Ilva. Non saremo mai d’accordo alla chiusura, vogliamo ecosostenibilità”. Il segretario generale dei metalmeccanici Cisl ha chiesto “un chiarimento rispetto al futuro del sito dentro un accordo che tenga insieme ambiente e salute con il lavoro e la produzione siderurgica come avviene in tutt’Europa“.
Questa prima tornata d’incontri serve al vicepremier per riannodare i fili della complessa vertenza per la quale il contratto del “governo del cambiamento” prevede la chiusura delle fonti inquinanti e la riconversione economica dell’area. In un tweet la Fiom Cgil dice di non essere “disponibile a firmare nessun accordo che preveda licenziamenti. Ogni ipotesi di intesa dovrà comunque essere sottoposta a referendum. Per noi questione centrale è la piena occupazione. Ribadiamo il no agli esuberi”.
Anche il numero uno della Uilm, Rocco Palombella affida il suo commento ad un “cinguettio” rilanciato dall’ufficio stampa. “Dobbiamo fare presto – dice – in questa vertenza ci sono temi cruciali per il Paese come ambiente, occupazione e il destino della siderurgia. I lavoratori sono in attesa e hanno fiducia. Il tempo non gioca a nostro favore, ma se questo gruppo industriale ci tiene davvero deve compiere uno sforzo in più e assicurare la piena occupazione a tutti i lavoratori”.
Secondo quanto riferisce la Fim Cisl “a fine riunione Di Maio ha annunciato che da domani, chiuso il ciclo d’incontri, ci sarà un nuovo aggiornamento precisando che tutto il lavoro avverrà in continuità con quanto fatto fino ad oggi precisando che ci sono oggi disponibili tecnologie per ridurre l’impatto ambientale della produzione siderurgica”.
Dopo i sindacati, il ministro Di Maio ha incontrato i rappresentati istituzionali di Regione Puglia e Comune di Taranto. Il presidente Michele Emiliano ha ancora in piedi il ricorso contro il dpcm del 29 settembre 2017 che allunga i tempi del piano ambientale fino al 2023. Contro il provvedimento ha opposto ricorso anche il Comune di Taranto. Nelle ultime settimane, però, la posizione del sindaco Rinaldo Melucci si è allontanata da quella del Governatore in favore di un approccio volto alla eco-compatibilità del centro siderurgico, tenendo insieme salute e lavoro. Domani tocca alle associazioni.