Skip to main content

Ilva addio, ecco i piani di ArcelorMittal Italia

Pubblicato | da Michele Tursi

E’ il giorno di ArcelorMittal Italia. Dall’1 novembre il nuovo proprietario ha preso possesso dell’Ilva e oggi Matthieu Jehl, vicepresidente e amministratore delegato della società, ha presentato nello stabilimento di Taranto i piani del Gruppo.

All’ingresso della palazzina azzurra che ospita la direzione, una squadra di operai è impegnata a rimuovere l’insegna dell’Ilva. E’ il segno dei tempi per una città che ha visto sfilare i boiardi di stato delle Partecipazioni Statali, il “patron” milanese e ora il produttore francofono. Una città che di promesse ne ha sentite tante, ma di cambiamenti reali ne ha visti pochi.

Matthieu Jehl ha parlato di sfide e di impegni importanti a cominciare dalla madre di tutte le questioni: salute e ambiente. ArcelorMittal Italia ha definito il piano ambientale dello stabilimento di Taranto il “più ambizioso mai varato dal Gruppo”. In soldoni poco più di 1,2 miliardi di euro di investimenti sui 2,4 complessivi.

Matthieu Jehl Ad Arcelor Mittal Italia (foto la Ringhiera)

Una filosofia che punta a limitare l’uso delle fonti fossili e all’abbattimento dei gas serra, così Jehl ha risposto ad una nostra precisa domanda in conferenza stampa. Un impegno “in linea con gli standard di produzione e con i limiti vigenti in Europa”. Insomma, non una vera e propria decarbonizzazione come recentemente richiesto, tra gli altri, dai medici italiani. Le misure ambientali riguarderanno sia le emissioni convogliate che quelle diffuse. “Abbiamo un piano completo”, ha detto Jehl che ha parlato di interventi per 400 milioni di euro: 300 circa per la copertura dei parchi minerali e fossili, gli altri per i nastri trasportatori.

Confermato il rifacimento di AFO 5. “Senza il quale non potremo effettuare la produzione. Appena entrerà in funzione – ha spiegato l’Ad del Gruppo – spegneremo AFO 2”. ArcelorMittal punta alla sostenibilità a 360 gradi. “Non ci può essere sostenibilità ambientale – ha proseguito il manager – senza sostenibilità economica”. Il primo step è quello di portare l’attuale produzione da 4,5 milioni di tonnellate annue a 6 milioni e di azzerare le perdite che negli anni di amministrazione straordinaria hanno raggiunto i 25 milioni di euro al mese.

ArcelorMittal Italia intende riprendere il dialogo con la comunità. “In tal senso il nostro impegno più grande – ha detto Jehl – è la conclusione del piano ambientale”, ma è stato annunciato lo stanziamento di un milione di euro all’anno per attività sociali sul territorio. Nessun problema per la problematica situazione del Comune di Taranto e le dimissioni del sindaco Melucci: “In questi mesi abbiamo dialogato con lui – ha aggiunto – ma faremo altrettanto con un eventuale successore”.

ArcelorMittal Italia punta all’ampliamento della gamma di prodotti e al miglioramento della qualità. Da qui la volontà di istituire a Taranto il Centro ricerca e sviluppo che prevede 10 milioni di euro di investimento, l’utilizzo di 20 ricercatori ed una stretta collaborazione con le università locali. Sulle polemiche sui criteri utilizzati per la scelta del personale collocato in cassa integrazione, Jehl ha dichiarato di aver rispettato quanto previsto nell’accordo del 6 settembre 2018 “se ci sono anomalie, come è possibile che accada in un processo complesso che prevede 10.700 assunzioni, ne parleremo con i sindacati e insieme lavoreremo per trovare la soluzione”. Sembra facile. Un primo momento di confronto su questo argomento è in programma domani a Roma. Di seguito il Pdf della presentazione illustrata ai giornalisti.

[pdf-embedder url=”https://www.laringhiera.net/wp-content/uploads/2018/11/Il-piano-di-ArcelorMittal-Italia.pdf” title=”Il piano di ArcelorMittal Italia”]