Pubblicato alle ore 16:22

Ilva, 3519 lavoratori in esubero nel 2016

Sono 3519 i lavoratori in esubero temporaneo all’Ilva di Taranto per il 2016. Il numero massimo scende leggermente rispetto all’anno appena concluso: da 4074 a 3519. Nello specifico: 1713 nell’area Laminazione e tubifici, 975 nell’Area Servizi, Staff e Manutenzioni e 831 nell’area fusoria. Il provvedimento dovrebbe entrare in vigore il prossimo 3 marzo,  avrà durata di 12 mesi ed interesserà una platea di 11.033 lavoratori.


Se ne è discusso stamattina durante l’incontro tra sindacati e Ilva. “La riduzione dei numeri – si legge in una nota di Fim, Fiom, Uilm – è frutto degli attuali assetti produttivi e di marcia degli impianti (17000 tonnellate di ghisa giornaliere) che, a partire da venerdì 15 gennaio 2016, vedranno l’inizio del confronto tra Rappresentanze sindacali unitarie e direzione aziendale su tutte le aree dello stabilimento, rispetto all’applicazione dello stesso contratto di solidarietà”.



Integrazioni del salario – Nel confronto odierno i sindacati dei metalmeccanici “hanno sollevato diverse questioni di merito: prospettiva industriale e futuri assetti dell’Ilva di Taranto; richiesta di integrare il salario dei lavoratori rispetto anche ad un peggioramento normativo introdotto dai decreti attuativi del Jobs act ; richiesta di ulteriore diminuzione sui numeri degli esuberi temporanei. L’azienda ha dichiarato di non essere nelle condizioni di poter integrare il salario rispetto a quanto garantito dalle normative attuali”. Fim, Fiom, Uilm hanno “preso atto della indisponibilità da parte aziendale sull’integrazione al reddito, e considerato la discussione in corso in Parlamento sul decreto e l’avvio del bando per la cessione del gruppo Ilva, valuteranno da subito iniziative che portino a dare garanzie a tutti i lavoratori, sia su una maggiore tutela del salario, sia sulla prospettiva futura”.

La protesta a Genova – Questa mattina tensioni a Genova dove i lavoratori dell’Ilva hanno occupato il cortile di Palazzo Tursi, sede del Comune. Il corteo inizialmente avrebbe dovuto concludersi sotto la prefettura ma a seguito di un’improvvisa deviazione gli operai sono entrati in Municipio. I lavoratori lamentano la completa applicazione dell’accordo di programma per l’Ilva di Cornigliano, siglato nel 2005 in Regione Liguria, che prevedeva, a fronte della chiusura dell’attività a caldo dello stabilimento, l’attuazione di un percorso di continuità occupazionale e del reddito.  A Cornigliano circa 750 lavoratori sono in solidarietà, ma l’azienda non intende assicurare l’integrazione del reddito sino al 70%.

Il dibattito alla Camera – E’ iniziato oggi nell’Aula della Camera la discussione del decreto legge Ilva. Nei giorni scorsi il provvedimento, con alcune modifiche, è stato licenziato dalle commissioni Attività produttive e Ambiente. Il decreto dovrebbe essere approvato tra domani e mercoledì per poi passare al Senato. Secondo Ermete Realacci presidente della VIII Commissione Ambiente della Camera, il risanamento dell’azienda non può che andare “nella direzione tracciata dal piano a suo tempo pensato anche dagli ex commissari Bondi e Ronchi, questione su cui è più volte intervenuto anche il presidente della X Commissione del Senato Mucchetti e che prevede contemporaneamente innovazione tecnologica e produttiva con il passaggio al gas e al preridotto di ferro, riduzione delle emissioni inquinanti comprese quelle di Co2 e bonifica ambientale”.



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