Il lato bello
Il tempio neogotico di Taranto, tra i “Luoghi del cuore” del Fai
Nell’atrio di un condominio del Borgo di Taranto, in via Cavour, si nasconde un autentico gioiello dell’architettura neogotica. Si tratta del tempietto di San Francesco di Paola al Borgo, la cui realizzazione viene fatta risalire a fine Ottocento. Un tesoro nascosto e sepolto sotto l’incuria e il degrado che Taranto, purtroppo, spesso riserva ai suoi lati più belli. A riscoprire il tempietto è stata l’opera del comitato Taranto Neogotica, sostenuta dalla delegazione Fai (Fondo ambiente italiano) di Taranto. Grazie alla loro azione l’antico luogo sacro è risultato al 5° posto della classifica regionale dei “Luoghi del cuore” promossi dal Fai e al 44° posto della graduatoria nazionale. Un bel successo cui, ora, andrebbe dato seguito concreto. E’ quanto auspica Giacomo Scarfato in qualità di capogruppo dei giovani Fai di Taranto. Di seguito la sua nota stampa sull’iniziativa.
“Ogni luogo racconta una storia, ma non per tutti è la stessa: ciascuno di noi aggiunge un sentimento, un ricordo, un’emozione che rende quel luogo unico e prezioso, fino a farlo diventare per sempre una parte di sé. Un luogo indimenticabile, ma che la memoria da sola non può difendere. Il censimento “I Luoghi del Cuore” promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo è un’occasione unica per “restituire” con un gesto concreto tutto l’amore che questo luogo ci dà. Venerdì 24 febbraio, con una conferenza stampa nazionale tenuta a Milano, sono stati annunciati i risultati definitivi dell’ottava edizione del Censimento “I Luoghi del Cuore”.
Anche quest’anno, per l’ottava edizione, l’adesione degli italiani è stata eccezionale: più di un milione e mezzo di voti su oltre 33000 luoghi oggetto di segnalazione da parte di singole persone, che hanno partecipato spontaneamente all’iniziativa, o che hanno fatto parte dei 319 comitati che si sono attivati in occasione del censimento raccogliendo le firme.
A Taranto il comitato Taranto Neogotica formato dal dott. Francesco Pasculli e dai fratelli Filippo e Giancarlo Girardi, ha portato avanti, sostenuto dalla Delegazione FAI Taranto e dal Gruppo FAI Giovani Taranto, la candidatura del tempietto di San Francesco di Paola al Borgo, gioiello dell’architettura neogotica di fine Ottocento, nascosto nell’atrio di un condominio e abbandonato all’incuria da decenni.
Il risultato ottenuto è di quelli che tolgono il fiato: 7046 voti hanno fatto sì che il sito si piazzasse al 44° posto della classifica nazionale e al 5° posto fra i beni pugliesi più votati. Un segnale tangibile, questo, della volontà dei cittadini di Taranto di riappropriarsi del proprio patrimonio storico culturale e, finalmente, di costruire attorno ad esso un sentimento forte e reale di identità sociale collettiva.
Oltre ai numerosissimi privati cittadini che hanno votato il bene tarantino, ci preme ringraziare per la sensibilità mostrata le scuole, ormai storiche partner della Delegazione FAI Taranto, che si sono mobilitate per raccogliere più voti possibili fra studenti, insegnanti e genitori. Il nostro ringraziamento più sentito va agli istituti Colombo, Alfieri, Ferraris, Aristosseno, Pitagora, Maria Pia, Vittorino da Feltre, Cabrini di Taranto; Calò di Grottaglie; Mediterraneo di Pulsano; De Sanctis – Galilei di Manduria; Papa Giovanni XXIII e G. Rodari di Palagiano. Un sentito ringraziamento per la sensibilità mostrata va alla Sede Provinciale dell’INPS Taranto, nelle persone del suo direttore dott. Cristiano Giulio e della signora Daniela Nardulli, che si sono attivati raccogliendo centinaia di voti fra il personale dell’Ente, e agli operatori della Casa Protetta per anziani Beato Nunzio Sulprizio di Taranto.
Nei prossimi mesi si aprirà una nuova, importante fase di lavoro: i primi tre classificati (Castello e Parco di Sammezzano, Reggello – FI; Complesso monumentale di Santa Croce, Bosco Marengo – AL; Grotte del Caglieron, Fregona – TV), in qualità di vincitori del censimento, se ne avranno i requisiti, riceveranno un contributo a fronte della presentazione di un progetto da concordare. Inoltre i referenti dei luoghi che hanno ottenuto almeno 1.500 voti potranno candidare al FAI, attraverso il bando che verrà lanciato a marzo 2017, una richiesta di intervento, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che garantisca un sostegno reale dai territori di riferimento. Come nelle edizioni precedenti, FAI e Intesa Sanpaolo selezioneranno entro il mese di novembre i luoghi vincitori in collaborazione con il MiBACT.
Il FAI si farà inoltre portavoce di tutte le segnalazioni ricevute e, anche attraverso l’azione capillare delle sue Delegazioni su tutto il territorio nazionale, solleciterà le istituzioni preposte affinché tengano in considerazione i luoghi che “muovono” il cuore dei cittadini, sensibilizzando in particolare i Sindaci di tutti i 6.003 Comuni coinvolti. La partecipazione collettiva al bene comune è un principio che il FAI condivide pienamente con Intesa Sanpaolo, vicina alla Fondazione dal 2004, un interlocutore attento e sensibile che – attraverso le 4.100 filiali del Gruppo in tutto il Paese – dà un contributo capillare e decisivo all’affascinante progetto di restituire agli italiani alcuni dei luoghi votati.
Il sito della chiesetta di San Francesco da Paola al Borgo era già stato preso in considerazione dal Gruppo FAI Giovani Taranto che lo aveva inserito fra le tappe della FAI Marathon del 2015 che aveva come titolo, per l’appunto, “Il Borgo Nascosto”. La piccolissima chiesetta fu fatta costruire a partire dal 1881 da Angelo Cecinato, a ricordo di una grazia ricevuta, nell’atrio del suo palazzo in via Cavour 51 sui resti di un’antica cappella rurale dedicata a san Girolamo. Consacrata nel 1898 dall’arcivescovo Pietro Alfonso Jorio, fu la prima chiesa decretata pubblica dallo stesso arcivescovo nata nel Borgo Umbertino per il nascente rione. L’interno, di modestissime dimensioni, è diviso in due ambienti: un vestibolo quadrangolare e un’aula a pianta ellittica coperta da cupola. Entrambi gli ambienti sono riccamente decorati con stucchi che ricoprono le pareti e i soffitti come un merletto di gesso, riproponendo motivi cari alla tradizione gotica”.