Sul Pezzo
Il nuovo questore di Taranto: Massimo impegno contro tutte le forme di criminalità
“Chiedo ai tarantini di ascoltarci e accoglierci”. Si presenta così il nuovo questore di Taranto, Giuseppe Bellassai, 56 anni, siciliano di nascita, proveniente da Benevento, insediatosi ieri nel capoluogo ionico, un territorio interessato da una “criminalità frizzante” l’ha definita il nuovo questore. “Dai rapporti e dalle relazioni che ho letto – ha spiegato – emerge da un lato la presenza di criminalità organizzata, dall’altro di criminalità diffusa dedita a rapine, furti, danneggiamenti, incendi, spaccio di stupefacenti, fenomeni che vanno affrontati con assoluta serietà perchè sono quelli che minano maggiormente la percezione di sicurezza da parte dei cittadini”.
Il questore ha ribadito l’esigenza che la Polizia di Stato, insieme a tutte le istituzioni che operano per la legalità, faccia tutto quanto è nelle sue possibilità per dare sicurezza ai cittadini utilizzando mezzi e risorse a disposizione. “Credo che a Taranto – ha detto – ci siano risorse sufficienti per svolgere al meglio i compiti assegnati e che ci siano delle potenzialità notevolissime che dobbiamo cercare di sfruttare e delle professionalità di alto profilo che dobbiamo cercare di mettere in campo”.
Prima di incontrare i giornalisti, il questore Bellassai, ha deposto una corona in onore dei caduti della Polizia di Stato, nella sede di Via Palatucci. Successivamente ha incontrato dirigenti, funzionari e personale in servizio nella provincia ionica.
Di seguito il percorso professionale del nuovo questore di Taranto. “Giuseppe Bellassai è nato il 25 marzo 1962 a Santa Croce Camerina (Ragusa). Entra in Polizia nel 1988, frequentando il Corso di Formazione per Funzionari della Polizia di Stato presso l’Istituto Superiore di Roma. Al termine del Corso, con la qualifica di Vice Commissario, viene inviato presso la Scuola Polfer di Bologna.
Nel novembre del 1991 viene trasferito presso la Questura di Ragusa, con le funzioni di Funzionario addetto presso la locale Squadra Mobile. Le sue capacità professionali lo portano, dopo solo un anno, ad assumere la Dirigenza dell’Ufficio fino all’ottobre del 2005. Gli anni trascorsi alla Squadra Mobile sono costellati da numerosissimi successi investigativi: vengono disarticolate ed azzerate le locali cosche mafiose anche grazie all’arresto di tutti i latitanti della provincia.
I brillanti risultati conseguiti gli valgono, nel dicembre del 2005, la promozione a Primo Dirigente e il successivo trasferimento, a seguito della frequentazione del relativo Corso Dirigenziale, presso la Questura di Agrigento dove dirigerà la Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale e dell’Immigrazione. Sono questi gli anni in cui il Centro di Accoglienza di Lampedusa viene travolto da centinaia di sbarchi di profughi in fuga dai propri territori martoriati da guerre civili. Le sue capacità organizzative e le attitudini alla direzione di importanti servizi di ordine e sicurezza pubblica, inducono il Dipartimento della Pubblica Sicurezza a inviarlo in missione, per quattro anni, presso il Centro di Lampedusa, dove gestisce le criticità connesse al fenomeno migratorio.
Nel giugno del 2010 viene promosso Vicario del Questore di Trapani. Incarico che ricoprirà fino al 1° agosto 2014. Dall’agosto 2014 assume le funzioni di Vicario del Questore di Palermo distinguendosi per i delicati servizi di ordine pubblico che coordina e sovrintendente nella complicata realtà del capoluogo siciliano. Nel marzo 2016 viene promosso Dirigente Superiore e nel mese di ottobre assume la guida della Questura di Benevento. Dal 1 maggio è Questore di Taranto”.