Piani Alti
Il Cis Taranto non decolla. Turco: Velocizzare gli investimenti
Il Contratto istituzionale di sviluppo (Cis) per Taranto non decolla. A fronte di una disponibilità finanziaria di 1,1 miliardo di euro, nel periodo dicembre 2015/giugno 2019, è stata realizzata una spesa di soli 314 milioni di euro. Molti sono gli interventi lontani da esecuzione, in ambito ambientale, sanitario, infrastrutturale e della rigenerazione urbana. E’ questo il quadro della situazione tracciato dal senatore di Taranto Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega alla programmazione economica e agli investimenti, nel corso del vertice svoltosi in Prefettura.
“Ho convocato – spiega il rappresentante del Governo – i rappresentanti locali del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) e precisamente: Comuni dell’area di Crisi (Taranto, Statte, Montemesola, Massafra, Crispiano), Provincia, Autorità Portuale, Camera di Commercio, Commissario Bonifiche, Marina Militare. A loro ho illustrato alcune delle risultanze emerse da un’attenta attività di monitoraggio sugli investimenti infrastrutturali che sto effettuando in qualità di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, con delega alla programmazione economica e agli investimenti”.
Turco ha evidenziato le diverse inefficienze nell’impiego della spesa pubblica a livello nazionale, regionale e delle amministrazioni locali. Secondo il sottosegretario “si tratta di criticità che riguardano non tanto la fase della programmazione, quanto quella di impegno, laddove occorre progettare ed affidare i lavori”. Una situazione, dice il rappresentante del M5S che “rallenta la crescita economica, produce arretratezza dei territori e crea danni alle imprese e al lavoro”. Per questo Turco ha chiesto “uno sforzo agli attori istituzionali responsabili dei diversi affidamenti di spesa pubblica e a loro ho proposto, con accoglimento pieno, di tenere il tavolo permanentemente aperto, con un incontro mensile. Inoltre agli enti interessati che mi hanno manifestato problematiche legate a burocrazia, complessità delle procedure, carenza di personale tecnico, ho riferito che potranno avere il supporto di tutte le Istituzioni rientranti nella mia delega governativa come, ad esempio, Dipe e Investitalia”.
Un’altra criticità riguarda il tema delle opere pubbliche e soprattutto della ricerca, innovazione e sviluppo. In questo ambito è emerso che Taranto non riesce a intercettare sufficienti finanziamenti. “Da questo punto di vista – sottolinea Turco – importante potrà essere il ruolo delle realtà universitarie esistenti e del Tecnopolo del Mediterraneo. Con riferimento alle prospettive di quest’ultimo, e al fine di accelerare la sua incidenza sul territorio, sarà importante il legame con Università e Politecnico di Bari. E ribadisco: mi auguro una loro prossima fusione in un Interdipartimento”.
Infine, a seguire, sempre in Prefettura, si è svolto un incontro con Cgil, Cisl, Uil e Usb. “Oltre ad aver dato la mia disponibilità – riferisce il sottosegretario – e il sostegno alle diverse vertenze in corso, ho prospettato la necessità, in relazione al possibile aggravarsi della crisi siderurgica e alla situazione attuale dello stabilimento ex Ilva, di creare un Fondo a supporto di tutti i lavoratori, che miri a sostenere i redditi in caso di perdita del lavoro e a finanziare processi di riqualificazione e reinserimento, da far valere nella prossima programmazione dei fondi di coesione 2014-2020 e 2021-2027. E’ intenzione di questo Governo guardare al futuro della siderurgia di Taranto in maniera lucida e ponderata”.
In ultimo, Turco si è soffermato sulla vertenza dell’Agenzia dei lavoratori Portuali e, in particolare, sull’emendamento di proroga e di sostegno al reddito che fa seguito ad un ordine del giorno approvato dal Parlamento su proposta dello stesso Turco. Il sottosegretario ha assicurato che la vicenda “è nell’Agenda del Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, e sarà presentato in occasione della prossima Legge di bilancio”. [Credits: la foto a corredo di questo articolo è tratta dalla pagina Facebook del sen. Mario Turco]