Piani Alti
I Verdi, Giachetti e Taranto. Tre domande ad Angelo Bonelli
Le ultime apparizioni di Angelo Bonelli, a Taranto, in tv, sui giornali sono state in favore del Sì al referendum sulle trivellazioni. Ora lo ritroviamo alleato di Roberto Giachetti, candidato sindaco dem a Roma e non capiamo.
Le vie della politica non sono infinite, ma possono diventare tortuose, compiere percorsi arditi e perigliosi.
Sostanzialmente, però, sono di due tipi: quelle che, nonostante tutto, non perdono la rotta e mantengono immutata la direzione e quelle delle inversioni a U, dei dietrofront, dei deragliamenti.
Bonelli è persona seria, parlano la sua storia personale, i suoi trascorsi politici. Questo non è in discussione. Politicamente, però, la scelta dei Verdi romani suscita qualche perplessità.
Troppo semplicistica la spiegazione secondo cui la decisione sulla Capitale è solo il frutto di un confronto sui programmi. Pd e Verdi sono partiti troppo diversi. Soprattutto il Pd di Renzi di cui Giachetti è solo una pedina. Così come regge fino ad un certo punto il richiamo alla tradizione europea e alle diverse alleanze strette dai Verdi in Germania, Olanda o Francia. In un sistema politico fortemente polarizzato come quello italiano, questa politica non paga.
Ma arriviamo ai temi locali. A Taranto l’anno prossimo si voterà per eleggere il sindaco. Per questo rivolgiamo tre domande a Bonelli:
– Non ritiene di aver messo in difficoltà i Verdi di Taranto alleandosi con il Pd a Roma?
– Che faranno i Verdi alle prossime elezioni comunali?
– Dobbiamo attenderci avvicinamenti al Pd anche sulla questione Ilva?