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I pugliesi che unirono l’Italia e caddero in trincea
Seppur distante centinaia di chilometri dal fronte, nel corso della Prima guerra Mondiale la Puglia fu coinvolta direttamente nelle vicende belliche subendo vari bombardamenti aeronavali.
Il principale contributo alla guerra ed alla vittoria fu dato anche dai militari pugliesi chiamati alle armi, molti dei quali di distinsero per atti di eroismo, meritando decorazioni al Valor Militare.
La dislocazione dei reparti dell’Esercito in Puglia al 1° gennaio 1915 prevedeva la presenza del Comando Brigata di Fanteria “Regina” a Bari,
il 9° Reggimento Fanteria “Regina” con sede a Bari e battaglioni distaccati a Brindisi e a Taranto, il 10° Reggimento Fanteria “Regina” con sede a Bari e battaglione distaccato a Monopoli; il 14° Reggimento Fanteria “Pinerolo” di stanza a Foggia; il 29° Reggimento di Fanteria “Pisa” di stanza a Trani; il 47° Reggimento di Fanteria “Ferrara” di stanza a Lecce; Depositi del 9° Fanteria a Taranto, del 10° Fanteria a Bari, del 14° Fanteria a Foggia e del 47° Fanteria a Lecce; il 5° squadrone del Reggimento “Cavalleggeri di Foggia” (11°) a Foggia; 1° e 4° squadrone del Reggimento “Cavalleggeri di Piacenza” (18°) a Cerignola, il 1° e 4° gruppo del 4° Reggimento Artiglieria da Fortezza (da costa) rispettivamente a Taranto e a Brindisi, e l’11ª compagnia sussistenza ed 11ª compagnia di sanità di stanza a Bari.
In piena mobilitazione, i reggimenti furono inviati al confine con l’Austria e l’Ungheria. In Puglia rimasero attivi i depositi dei reparti destinati all’addestramento delle reclute o dei riservisti delle varie classi di leva chiamate, o richiamate, alle armi. Il sistema di reclutamento su base nazionale, e non regionale, in vigore in Italia nel 1915, faceva sì che, tranne rare eccezioni, ciascun reggimento dell’Esercito fosse composto da soldati di leva provenienti da cinque o sei distretti del Paese, destinati a prestare servizio in un’ulteriore provincia della Penisola.
I soldati pugliesi furono fecero così parte delle brigate di fanteria, o di reparti di altre armi e specialità dell’Esercito. Ed è difficile dire in quali essi prestarono servizio.
La Puglia pianse un numero alto di caduti. I distretti militari della Puglia richiamarono alle armi nel periodo 1915-1918 circa 290 mila militari. Fra il 24 maggio 1915 e la fine del 1918 caddero ben 26.811 soldati pugliesi. Alcuni di questi, riposano oggi nel Sacrario dei Caduti d’Oltremare a Bari. Gran parte apparteneva alla Fanteria di linea, 1.055 ai Bersaglieri e 1.012 all’Artiglieria. Tra i caduti anche di 29 alpini.
Il 4 novembre, in Italia, si celebra la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Ed è in Italia la fine della Prima guerra mondiale quando il Paese si vide riconoscere il Trentino, l’Alto Adige, l’Istria e Trieste. Il 4 novembre si celebrano per questo la giornata dell’unità nazionale (per l’annessione di Trento e Trieste al Regno d’Italia) e la giornata delle Forze armate. I Bersaglieri del 39°battaglione dell’11° Reggimento che liberarono Trieste restituendola all’Italia. Nonostante il maltempo e la pioggia, da alcuni giorni i bersaglieri come altri militari dell’Esercito Italiano marciano su un territorio a loro molto caro e riconoscente. Come tante regioni, proprio in queste ore, vedono i soldati dell’Esercito Italiano sul territorio per fronteggiare gli effetti del maltempo e supportare la Protezione civile. Impegno di Difesa verso l,’esterno, impegno di tutela interna.
