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Gli Istituti Tecnici Superiori, una strada nuova verso il mondo del lavoro

Pubblicato | da Redazione

Prosegue il viaggio dello Studio Rizzo nel mondo degli Istituti Tecnici Superiori (qui il precedente articolo). In questa seconda puntata il titolare Fabio Rizzo spiega, con maggiori particolari, le opportunità offerte dagli ITS. Si tratta di una terza possibilità offerta ai neodiplomati che punta ad incrociare la crescente richiesta di personale preparato da parte delle aziende, con una formazione post diploma incentrata sulle necessità reali del mondo delle imprese.

La costituzione di Istituti Tecnici Superiori (ITS) è in forte crescita su tutto il territorio nazionale. Ciò deriva dal fatto che gli ITS soddisfano sia la richiesta di personale specializzato da parte delle aziende, sia la possibilità di rapido inserimento nel mondo del lavoro per i neodiplomati con qualifiche professionali medio-alte.

Lo stretto legame tra gli ITS e le aziende è stato evidenziato lo scorso 26 ottobre 2021 dal presidente Draghi durante la sua visita a Bari. Il capo del Governo, infatti, ha incontrato i rappresentanti della Masmec, primaria azienda della meccatronica specializzata in tecnologie innovative nell’automative e gli studenti dell’ITS Cuccovillo che ha formato i
tecnici assunti nelle industrie della meccatronica nella Provincia di Bari.

I risultati conseguiti da questo ITS sono molto incoraggianti: 41 occupati su 47 diplomati nel percorso “Tecnico superiore per l’automazione integrata e meccatronica; 36 occupati su 42 diplomati nel percorso “Tecnico superiore per l’innovazione di processi e prodotti meccanici”.

Per gli ITS, l’Istituto nazionale documentazione innovativa ricerca educativa (Indire), certifica una percentuale di assorbimento nel mondo del lavoro di circa l’80% degli iscritti nel giro di un anno dal termine del percorso di studi. Punte del 95% per l’ITS Meccatronica della Lombardia e del 90% per il Cuccovillo in Puglia.

Le Regioni nell’alveo della loro autonomia, programmano i piani territoriali e gli indirizzi programmatici di sviluppo economico e finanziano gli interventi di Istruzione Tecnica Superiore. La Puglia ha deciso di ampliare la gamma degli ITS nei seguenti settori: “nuove tecnologie della vita”, “efficienza energetica” e “nuove tecnologie per il Made in Italy – Servizi alle Imprese”.

Anche il Recovery Plan, tra l’altro, prevede un finanziamento di 1,5 miliardi di euro per il secondo sistema di istruzione italiano parallelo a quello universitario che conforma la volontà di puntare sulla didattica esperienziale e di raggiungere numericamente Paesi come la Germania in cui il modello duale è la normalità e che vanta 800 mila iscritti.

Le aziende intervengono negli ITS nei vari stadi del percorso formativo fornendo esperienza lavorativa diretta agli studenti. Infatti, almeno 2000 ore del percorso formativo ITS si svolgono in azienda e il 50% delle ore di formazione viene erogato dagli stessi imprenditori o consimili. Nell’ITS è inoltre prevista la presenta di soggetti aggreganti: istituti tecnici e/o professionali, capofila, strutture formative, strutture di ricerca scientifiche e tecnologiche, università e enti locali. Queste presenze agevolano la diffusione e la conoscenza tra i ragazzi della terza via e della cosiddetta didattica esperienziale.
Fabio Rizzo