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Istituti Tecnici Superiori (ITS), la terza via per neodiplomati

Pubblicato | da Redazione

Lo Studio Rizzo, con un articolo a firma del suo titolare Fabio Rizzo, propone oggi un tema di grande attualità: gli Istituti Tecnici Superiori. Si tratta di una novità che punta ad incrociare la crescente richiesta di personale preparato che proviene dalle aziende, con una formazione post diploma finalmente centrata sulle necessità reali del mondo delle imprese.

Mario Draghi ha definito gli Istituti Tecnici Superiori (ITS) “pilastri educativi”. Un pensiero rafforzato durante la visita del presidente del Consiglio all’azienda Masmec di Modugno (Bari) e all’ITS “Antonio Cuccovillo” di Bari, il 26 ottobre scorso.

Cosa sono gli Istituti Tecnici Superiori? Sono stati introdotti nel sistema didattico italiano con il DPCM del 25 gennaio 2008 che ha dettato le linee guida per una nuova organizzazione del percorso di istruzione e di formazione. Si tratta, in sostanza, di una terza via per i neodiplomati. Come già accade in Germania, sono stati introdotti anche in Italia percorsi formativi post-secondari non universitari e professionalizzanti per tutti gli studenti in possesso di un diploma di scuola superiore di II grado.

Il ministero dell’Istruzione ha da poco reso noto attraverso l’indagine statistica di Indire (Istituto nazionale documentazione innovativa ricerca educativa), una sintesi dei dati del monitoraggio nazionale. Ne viene fuori che l’80% dei diplomati ITS, sui percorsi formativi terminati nel 2019, ha trovato lavoro nel corso del 2021. L’80% dei 8.858 studenti e diplomati è stato immesso nel mercato del lavoro. Un risultato strepitoso, ecco i link:
https://www.indire.it/wp-content/uploads/2017/05/3.-Infografica-monitoraggio-ITS-2021.pdf;
https://www.indire.it/wp-content/uploads/2017/05/Infografica_Its_2015-2019.jpg

In ambito locale, la Regione Puglia ha inteso supportare il rafforzamento degli Istituti per lo sviluppo e la competitività delle aziende che richiedono nuove competenze e nuovi profili professionali. Quattro percorsi formativi dell’ITS pugliese “Cuccovillo” sono rientrati tra i primi 18 su un totale di 201 percorsi nazionali, raggiungendo un’efficacia superiore al 90% di diplomati occupati. In altri 10 percorsi pugliesi è stata, invece, raggiunta una percentuale di efficacia di assorbimento dei giovani superiore al 70%.

Sulla scia di questi risultati, il 7 luglio 2021, la Giunta Regionale ha approvato il Piano Triennale Territoriale 2021/23 degli ITS in cui si prevede l’istituzione di 3 nuovi ITS nelle aree salute e benessere, energia, servizi alle imprese. Un impegno anche finanziario. L’assessore regionale alla Formazione Sebastiano Leo, infatti, in una dichiarazione rilanciata dall’ufficio stampa regionale ha annunciato che “come Regione Puglia abbiamo sostenuto attivamente l’offerta formativa degli ITS, impegnando oltre 40 milioni di euro negli ultimi 5 anni”.

In definitiva, l’aumento del numero di ITS sul territorio nazionale (20 nella sola Lombardia, 6 in Puglia), dimostra che è vincente l’incrocio tra la domanda di figure tecnico-professionali avanzata dalle aziende e la capacità degli ITS di soddisfare questa richiesta.
Fabio Rizzo