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Esuberi e piano ambientale, riprende il confronto sull’Ilva

Pubblicato | da Redazione

Riprenderà nella tarda mattinata di lunedì 6 agosto, il confronto sulla vertenza Ilva. Nuovo vertice al ministero dello Sviluppo economico, alla presenza dello stesso Luigi Di Maio. Convocati i sindacati, i commissari straordinari e, ovviamente, l’acquirente Arcelor Mittal. La riunione arriva dopo il vertice plenario in cui Mittal ha presentato proposte integrative al piano ambientale (giudicate insufficienti) e sopratutto dopo una lunga interruzione del confronto su piano industriale e livelli occupazionali, temi sui quali le posizioni sono distanti. Il Gruppo franco-indiano, infatti, conferma i numeri del contratto di cessione firmato a giugno 2017 con l’ex ministro Calenda:  4mila esuberi che potrebbero diventare oltre 5mila alla scadenza del piano industriale fissata al 2023. I sindacati non ci stanno. Si annuncia battaglia. Ecco, intanto, le posizioni di alcuni sindacati e associazioni ecologiste.

Fiom Cgil, integrazioni insufficienti (documento a firma di Giuseppe Romano e Francesco Brigati): “Il disclaimer riportato nelle slide illustrate da Arcerol Mittal, durante l’incontro con le istituzioni presso il Mise, evidenzia che l’addendum rappresenta gli impegni aggiuntivi che AM Investco Italy srl è disponibile ad assumere nei confronti dei commissari straordinari in aggiunta agli impegni già assunti in sede di offerta e nel contratto valido e vincolante firmato il 28/06/2017. Tuttavia gli impegni aggiuntivi, che devono ancora essere formalizzati, si configurano come un addendum al contratto di aggiudicazione e non al piano ambientale autorizzato con il DPCM 29/09/2017 e rappresentano il massimo sforzo che AM Investco può impegnarsi a produrre, escludendo di fatto la possibilità di apportare ulteriori modifiche migliorative per la tutela dell’ambiente e della salute.

AM Investco precisa inoltre che gli impegni aggiuntivi saranno formalizzati mediante la sottoscrizione di un addendum secondo un testo già definito con i Commissari Straordinari. La Fiom Cgil, ritenendo non esaustivi gli impegni aggiuntivi di AM Investco, chiede pertanto di avere una copia delle controproposte dei Commissari Straordinari da cui è scaturito il testo dell’addendum. Gli impegni concretamente assunti infatti non prendono in considerazione le richieste delle organizzazioni sindacali sulla garanzia di mantenere gli attuali livelli occupazionali e, in relazione al piano ambientale, riguardano esclusivamente la riduzione dei tempi previsti dal DPCM del 29/09/2017, non introducendo pertanto alcun riferimento ad eventuali innovazioni tecnologiche utili a variare l’attuale assetto produttivo, e non contempla alcun miglioramento in relazione alle bonifiche di materiali contenenti amianto.

Inoltre, come evidenziato dalla nota inviata da AM Investco a seguito della riunione dell’Osservatorio Permanente, si evincono alcuni disallineamenti rispetto ai cronoprogrammi che potrebbero compromettere il rispetto del termine finale di adempimento. La Fiom Cgil ribadisce inoltre la necessità di applicare le linee guida per la VIIAS, approvate all’unanimità il 22 aprile del 2015, al fine di dimostrare l’assenza di un impatto sanitario dovuto all’esercizio dell’impianto nelle pregresse condizioni di autorizzazione e produrre una valutazione predittiva rispetto alle emissioni per cui si chiede l’autorizzazione sulla base delle nuove BAT. Infatti solo l’attenta considerazione preventiva del danno sanitario residuo eviterà il ripetersi del disastro che stiamo vivendo a Taranto, risulta quindi insufficiente l’impegno a collaborare con gli enti preposti per la Valutazione del Danno Sanitario.
La Fiom Cgil, ritenendo che la risoluzione delle problematiche ambientali non può essere ridotta ad una semplice anticipazione dei tempi, ribadisce  la necessità di introdurre misure più restrittive sul piano ambientale. La Fiom Cgil ritiene indispensabile programmare ulteriori incontri per affrontare i punti rimasti ancora in sospeso come la salvaguardia dei livelli occupazionali e la questione ambientale, con l’applicazione delle linee guida della VIIAS e l’introduzione di innovazioni tecnologiche che riducano drasticamente le emissioni inquinanti”.

Cgil Taranto, appello ai parlamentari ionici (documento a firma del segretario generale Paolo Peluso):
“Il 2017 è stato l’anno in cui la concentrazione dei principali gas serra nell’atmosfera (CO2, metano e N2O) hanno toccato livelli mai raggiunti prima. La loro concentrazione media su scala globale è stata infatti pari a 405 parti per milione. Un dato a cui Taranto contribuisce con alcuni degli insediamenti industriali più importanti d’Europa e con una quota verde davvero ridicola. Ma se così è resta incontrovertibile anche un altro dato, lo stesso che abbiamo posto al Ministro Di Maio parlando di ILVA. Ovvero ci sono azioni che si possono mettere in campo da subito e che invece stentano ancora a partire, fermi nell’ossessione su fabbrica si e fabbrica no.

E’ un pianto spesso senza costrutto quello che Taranto è riuscita ad esprimere in questi anni, se è vero come è vero, che malgrado l’ingente mole di investimenti di cui la città è stata destinataria, malgrado gli sforzi compiuti dal comune capoluogo ad esempio sul Piano di riqualificazione della città vecchia, sono ancora poco palpabili i risultati che il territorio attende proprio nel quartiere Tamburi, luogo simbolo di questa lunga stagione – dice Peluso – Mi riferisco in maniera particolare ai progetti di mitigazione che avrebbero dovuto riguardare quest’area della città e più specificatamente alla definitiva piantumazione dei 5 ettari di foresta urbana che avrebbe dovuto accerchiare l’ILVA e il piano di edilizia residenziale pubblica che avrebbe finalmente liberato dalle polveri le famiglie residenti sotto le colline di minerale del siderurgico.

Così mentre l’opinione pubblica viene costantemente pilotata o distratta, e giungono solo gli echi di questa prospettiva green quando il Rotary, o la FLAI CGIL insieme allo SPI procedono alla piantumazione di alcuni alberi fitodepuranti nella zona che dovrebbe occupare la foresta urbana, o nell’area di via Parini, a noi mancano informazioni precise circa lo sviluppo di queste progettualità – afferma ancora il segretario della CGIL che infine fa appello ai parlamentari ionici. Anche per loro vale il principio delle cose fattibili – sottolinea Peluso – e per questa ragione come CGIL solleciteremo costantemente i nostri rappresentanti parlamentari affinché siano pungolo verso gli enti competenti , ma anche catalizzatori di nuove risorse da destinare a Taranto, ai suoi cantieri di ricerca scientifica, al suo verde urbano, o alla tutela di patrimoni ambientali come le gravine o in corsi d’acqua storici come il Galeso, che versano in gravissime condizioni. Sarebbe il caso di andare oltre i proclami o gli alibi e cominciare ad operare per lo sviluppo sostenibile”.

Peacelink, appello a Di Maio (documento a firma di Alessandro Marescotti): Gentile Ministro,
apprendo che lunedì i sindacati intenderebbero discutere e firmare anche il piano ambientale. I sindacati non possono firmare accordi ambientali in surroga degli enti esponenziali che tutelano interessi collettivi e pertanto i sindacati non hanno poteri per autorizzare il piano ambientale di Ilva. I sindacati hanno potere solo di firmare i contratti di lavoro. I piani ambientali passano da procedure fissate dal dlgs 152/2006 in cui i sindacati contano quanto le associazioni e il pubblico interessato.

Gli enti esponenziali deputati a essere convocati, a esaminare le prescrizioni autorizzative e a fare le relative osservazioni vanno ben oltre le organizzazioni sindacali che non esauriscono la rappresentanza degli interessi collettivi in ambito ambientale. Pertanto l’incontro di lunedì prossimo a Roma non può prendere impegni oltre quelli relativi il piano occupazionale”.