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Camera di commercio Taranto, in campo M5S e Confindustria

Pubblicato | da Redazione

“Apprendiamo dalla stampa delle dimissioni rassegnate nei giorni appena trascorsi da sette componenti del Consiglio della Camera di Commercio di Taranto. Costoro sono rappresentativi dei settori di commercio (che include turismo e artigianato), agricoltura, vitivinicolo/oleario e credito/assicurazioni. Si tratta di comparti evidentemente strategici per la nostra idea di riconversione economica di Taranto e della sua provincia, che dovrebbe basarsi anche e soprattutto sul turismo green e culturale e sulla valorizzazione dei prodotti agricoli e ittici, abbandonando nel contempo quel modello di industria obsoleta ed inquinante, che impedisce lo sviluppo di questi settori e produce danni incalcolabili per morti e malattie”.

Lo affermano il consigliere regionale Marco Galante ed i consiglieri comunali di Taranto Massimo Battista e Francesco Nevoli, tutti del Movimento 5 stelle, intervenendo sulla vicenda Camera di commercio. “Stando alle dichiarazioni rilasciate dai soggetti dimissionari – continuano gli esponenti del M5S – la loro presa di distanza sarebbe stata determinata da una visione esclusivamente industrialista dell’attuale governance della Camera di Commercio, che si sarebbe rivelata poco propensa ad una diversificazione economico-produttiva che valorizzi i settori di agricoltura, artigianato, commercio, servizi e turismo”.

“Poco ci interessano eventuali faide interne all’Ente camerale o giochi elettorali per l’acquisizione di poltrone con l’imminente accorpamento della Camera di Commercio di Taranto a quella di Brindisi – concludono Galante, Battista e Nevoli – per noi conta unicamente l’adozione di un modello di sviluppo del nostro territorio che esalti il suo inestimabile patrimonio di risorse naturali e superi quell’idea della necessaria presenza di fabbriche inquinanti, retaggio di un passato ormai superato”.

Sulla vicenda interviene anche il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo. “La querelle – scrive in un documento – che in questi giorni interessa la Camera di Commercio di Taranto, con le dimissioni di alcuni consiglieri che lamentano una gestione dell’ente camerale non condivisa per alcuni specifici aspetti, desta stupore e allo stesso tempo perplessità. Lo stupore nasce dal contesto in cui la decisione dei consiglieri di andar via è stata maturata e quindi messa in atto, in modo intempestivo e roboante, attraverso interventi sulla stampa, senza alcun tentativo di apportare contributi e/o ricercare una soluzione condivisa e ragionevole, che potesse contemperare le istanze di tutti; stupisce, in particolare, il dover assistere ad una sollevazione del genere proprio nel momento in cui l’ente si avvia verso un potenziale (ma nei fatti anche concreto) rilancio, alla luce dell’accorpamento con Brindisi che, come è noto, vedrà la nascita di un nuovo ente camerale “a trazione” tarantina, essendo la Camera di Commercio di Taranto numericamente e storicamente più rappresentativa.

La perplessità risiede invece nelle motivazioni che hanno spinto i consiglieri a decidere per le dimissioni: pur senza entrare nel merito delle stesse, riteniamo infatti che le accuse di “industrialismo” avrebbero potuto trovare un fondamento solo nel caso di una effettiva propensione alla cultura industriale intesa nella sua accezione più tradizionale, per intenderci l’industria cosiddetta pesante con tutte le sue implicazioni. Così riteniamo, invece, che non sia stato: i costanti processi di promozione e attivazione della Bes, il concetto di Benessere Equo Sostenibile applicato a tutte le attività produttive e portato avanti dall’ente di viale Virgilio dicono infatti esattamente il contrario, così come i percorsi intrapresi dall’ente sul fronte dell’economia circolare e della simbiosi industriale, paradigmi della green economy piuttosto distanti dalle logiche industrialiste tout court”.

Cesareo formula un appello. “In una fase in cui sarebbe auspicabile mettere assieme tutte le forze produttive per comporre assieme una nuova vision dell’ente alla luce dell’imminente accorpamento con Brindisi, esortiamo i consiglieri alla ragionevolezza e ad un ripensamento rispetto alle posizioni assunte, evitando in tal modo di produrre sfilacciamenti che potrebbero ripercuotersi sui pesi di rappresentanza, proprio rispetto al nuovo ruolo che andrà ad assumere l’ente camerale nell’arco jonico-salentino, e che produrrà inevitabilmente trasformazioni e rimodulazioni della sua mission in vista della sua imminente ed inedita stagione di operatività che ovviamente potrebbe risultare compromessa da comportamenti strumentali come quelli messi in atto e dei quali ognuno degli attori sarà chiamato inevitabilmente a rispondere”.