Sul Pezzo
Entro l’estate un bando per l’aeroporto di Taranto/Grottaglie
Mentre gli aeroporti di Bari e Brindisi aumentano la loro dotazione infrastrutturale e la capacità di movimentare passeggeri, per lo scalo aereo di Taranto/Grottaglie tutto resta tristemente e stranamente fermo. Sulle presunte inadempienze di Regione Puglia e Aeroporti di Puglia è stato avanzato un esposto al Garante della Concorrenza nel quale si segnala appunto che nè una nè l’altra hanno rispettato “la destinazione d’uso dell’aeroporto di Grottaglie, che comprendeva anche i voli passeggeri. Ciò, per la elementare ragione che il Codice della navigazione non prevede l’esistenza di un aeroporto industriale, come qualcuno si ostina a definire quello di Grottaglie”.
A riaprire l’argomento è Cosimo Borraccino, consigliere regionale di Liberi e uguali. “Tutto ciò avviene – scrive in una nota stampa – nonostante l’Arlotta sia stato inserito dal Ministero dei Trasporti nella lista degli aeroporti di interesse nazionale, avendo tra l’altro la pista più lunga dell’Italia meridionale”. Borraccino ricorda che “gli impegni finora assunti in più riprese dal Presidente Emiliano non trovano ancora riscontro. Basti pensare che, in occasione della recente interruzione dei voli sull’aeroporto di Bari per l’allungamento della pista, non è stato utilizzato in alternativa l’aeroporto di Grottaglie, ma quello, già intasato, di Brindisi. E’ sfuggita così una preziosa occasione per testare l’idoneità e l’efficacia dell’Arlotta per compiti diversi da quelli attuali, come appunto la gestione di un traffico passeggeri di notevole portata”.
Il consigliere regionale riferisce voci secondo le quali “entro l’estate sarà pronto un bando per raccogliere le manifestazioni di interesse delle compagnie aeree. Non basta affermare, come mi ha comunicato il prof. Onesti in risposta a una mia richiesta di chiarimenti in merito, che ove si manifestasse concreto interesse da parte di Compagnie aeree di operare voli commerciali da/per Grottaglie, Aeroprti di Puglia S.p.A. sarebbe obbligata a valutarle in quanto gestore di una infrastruttura di proprietà dello Stato, compatibilmente con le normative comunitarie e nazionali”. Concretamente, il bando si farà? Questo si chiedono sia Taranto Futura, sia gli operatori commerciali e turistici in attesa di ricevere risposte che rilancerebbero lo sviluppo dell’intera area ionica (pugliese, lucana e calabrese). E’ giunto il momento che questa annosa questione trovi finalmente uno sbocco positivo”.