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Elezioni Taranto, sfuriata della Baldassari. E arriva pure Tamburrano

Pubblicato | da Redazione

Clima rovente, nervi a fior di pelle. E’ un ballottaggio ad alta tensione quello in corso a Taranto. Si replica colpo su colpo. Si gioca a tutto campo su una città esausta e profondamente lacerata di cui il 26 giugno, in ogni caso, bisognerà rimettere insieme i cocci. Stefania Baldassari risponde all’affaire Capriulo con un’altra conferenza stampa-comizio nel comitato di Via Di Palma gremito di militanti e sostenitori.

Legge un lungo documento, inviato poco dopo alle redazioni, in cui tra le altre cose accusa Melucci di “arroganza politica”, di “alzare muri, di non poter essere il sindaco di tutti”. Al termine boccata d’aria in via Di Palma. Dopo pochi minuti arriva il presidente della Provincia Martino Tamburrano (Forza Italia) che si ferma a parlottare con la Baldassari.

Di seguito il testo dell’intervento di Stefania Baldassari. “Partiamo dal comunicato stampa di Dante Capriulo diramato a tutte le testate giornalistiche nella giornata di ieri, 15 giugno 2017. Circostanziato, argomentato in ogni sua parte soprattutto lì dove si parla delle due liste che sarebbero pronte al dietrofront. Vogliamo dire che c’è stato un errore? Vabbè facciamo finta di crederci, ma è tutta una campagna elettorale che dietro il linguaggio forbito e l’eloquio scorrevole del candidato sindaco Melucci, ci sentiamo dire che loro sono i puri, che loro hanno il progetto e tutto il resto è niente!

Parla di volersi confrontare con me sui programmi, ma poi non perde occasione per sfoggiare derisione, scherno, proporre l’immagine caricaturale di me in versione “rock star”. Non è così che si rispetta l’avversario. Non è così che ci si propone alla propria comunità nella veste delicata di candidato sindaco e guida dell’ente civico. Quell’arroganza politica racconta di un candidato sindaco che pensa di poter amministrare da solo, di non aver bisogno dell’opposizione, di non aver bisogno della comunità anche quella che la pensa diversamente da lui, di non aver bisogno addirittura di alcuni esponenti del centrosinistra che in questi giorni avevano richiamato nuovamente all’unità.

Dimostra ancora una volta di non poter essere il sindaco di tutti, perché alza muri. Io non voglio essere così. E il progetto inclusivo di “InsiemeperTaranto” resta e si rafforza con l’intenzione precisa di trasformare la città delle barriere, dei recinti, delle negazioni, in una città aperta, plurale, disposta invece a confrontarsi per costruire insieme sviluppo e benessere collettivo. Il candidato sindaco del PD chiede confronti? Ne abbiamo avuto uno la settimana scorsa in una nota emittente televisiva e ne abbiamo avuti tanti altri in queste settimane serrate di campagna elettorale. Fossi in lui mi preoccuperei di quello che accade a casa sua. Mi preoccuperei di cosa accade nel Partito Democratico, delle guerre intestine. Mi preoccuperei soprattutto della guerra ingaggiata da Emiliano contro Renzi e in cui spesso Taranto ci è andata di mezzo, dalla sanità, all’ambiente, passando per la frettolosa cessione a Arcelor Mittal di parte dei nostri destini legati a quella fabbrica di acciaio. Chissà come ci rimarrebbe male il PD se al tavolo di confronto sui Piani Ambientali non ci fosse un loro pupillo ma un sindaco libero espressione di partiti diversi e di una forte rappresentanza civica?

Riflettiamoci tutti! Ma anche in quel caso il sindaco Baldassari avrebbe bisogno di tutti, persino del contributo del consigliere Melucci (qualora confermasse in caso di sconfitta il suo impegno a voler rimanere nel ruolo di consigliere di opposizione). Io so già che indipendentemente dal risultato che verrà fuori dalle urne il 25 giugno siederò in quel consiglio comunale con umiltà e senso di servizio, lo stesso che mi ha spinto ad affrontare questa bella avventura. Ma nessuno si senta escluso dalle responsabilità che ci assumiamo oggi candidandoci alla guida della città. In quel consiglio ci saranno storie e competenze meravigliose di cui un sindaco non potrà non tener conto. C’è la storia umana prima ancora che politica dei movimenti ambientalisti, c’è la storia di un uomo che ha impegnato tutta la sua vita a difendere Taranto e i tarantini con gli strumenti della legge, c’è quell’area di impegno civico e sociale appassionata del Movimento 5 Stelle.

Ci saranno consiglieri che la penseranno diversamente da noi ma con cui abbiamo l’obbligo di creare ponti di dialogo, non di distruggerli. Ci sono tante energie positive in questa città, ed è arrivato il momento di riconoscerci, altrimenti continueranno a fare di noi quello che vogliono da Roma. Serve un patto tra persone per bene e tra anime diverse che sappiano rispettarsi anche mantenendo la loro autonomia di pensiero e il loro sacrosanto diritto di critica costruttiva.
Con questo mondo vogliamo colloquiare, ma intendiamo farlo anche con tutti gli elettori di quella sinistra progressista e riformatrice che non a caso al primo turno non sono riusciti a trovare nel candidato del PD il loro riferimento, e che si sono visti negare primarie e confronti interni. Se si crede al confronto non lo si professa soltanto, si fa in modo di creare i presupposti per continuare a parlare con le persone. Io non mi riconoscono in questa politica arrogante e non voglio amministrare così. L’ho già detto in più di una occasione, sarò il sindaco del consiglio comunale, della giunta, ma anche della strada. Ho già scelto dal principio di questa campagna elettorale di stare tra la mia gente, è lì continuerò a raccontare il mio programma per la città! Un appello lo rivolgo anche a tutti gli elettori che in questi anni hanno continuato ad avere come riferimento il movimento di AT6. So che siete mossi da amore verso questa città e questo amore vi deve spingere a scegliere per un sindaco libero.

Voglio al termine di questa conferenza stampa lanciare due brevi messaggi. Uno alla stampa che in questa campagna elettorale ha dovuto sopportare di tutto. L’appello a costruire un percorso diverso per questa città lo faccio anche a tutti i giornalisti presenti, perché il vostro ruolo è fondamentale e deve essere rispettato! Da tutti! L’altro messaggio che affido alla stampa è tutto dedicato a Eva Degli Innocenti. Una donna che ha amato subito questa terra e che torna degnamente al suo posto nel Museo MARTA di Taranto. Questa città ha bisogno di tante donne impegnate così e ha bisogno di riconoscere il ruolo e il contributo che le donne possono portare alla vita politica, culturale, civica, amministrativa ed economica di questa città. Bentornata Eva e buon lavoro!”