Skip to main content

,

Elezioni, a Taranto ha vinto l’acciaio

Pubblicato | da Redazione

Ecocompatibilità batte riconversione 2-0. Se fosse stata una partita di calcio sarebbe finita così. Il match in corso a Taranto, è tutt’altro che un gioco. E’ un affare molto serio che riguarda il futuro dell’Ilva. Una partita che si svolge su un terreno internazionale che vede in campo il più grande produttore mondiale di acciaio, Arcelor Mittal, e l’Unione europea a fare da arbitro. Provando a fare sintesi rispetto alla frammentazione dell’offerta elettorale tarantina, l’unico elemento sul quale si riesce a suddividere in due grandi blocchi i 10 candidati sindaco e le 37 liste è proprio la vicenda Ilva.

Da una parte chi immaginava (con sfumature diverse) la continuazione della strada tracciata dal 2012 ad oggi dai dieci decreti “salva-Ilva”; dall’altra chi chiedeva (anche qui con toni diversi) una svolta netta per liberare i polmoni dei tarantini e l’economia dai fumi della siderurgia. Una cosa è certa: non sappiamo chi sarà il prossimo sindaco di Taranto, ma sicuramente ha vinto l’acciaio.

Possiamo ascrivere entrambi i contendenti al ballottaggio, Baldassari e Melucci, al “partito dell’ecocompatibilità” di chi crede cioè, che l’impatto ambientale della fabbrica possa essere portato a livelli tali da assicurare anche il diritto alla salute e la difesa dell’ambiente.  Il sogno ambientalista subisce un’altra battuta d’arresto. La proposta non è risultata così convincente da farla arrivare al ballottaggio, complice anche la frammentazione nel campo ecologista. La presenza in Consiglio comunale, però, aumenterà. Fornaro e Nevoli  possiamo annoverarli nel blocco “riconversione”. A loro toccherà incalzare la maggioranza, a loro toccherà sforzarsi di fare squadra, a loro toccherà sorvegliare e denunciare. Per crescere serve una prova di maturità. Altrimenti il sogno rischia di infrangersi definitivamente.