Questo ed altro nel menu della riconversione servito ieri sera in una delle accoglienti sale del settimo piano del Parlamento Europeo. Ingegneri, commercialisti, liberi professionisti tarantini, pugliesi, e non solo, protagonisti di uno scambio di battute ed esperienze dopo aver ascoltato le relazioni degli esperti di settore. Se Taranto ha una prospettiva oltre l’acciaio, in queste settimane sarà il caso di approfondirla e analizzarla rigo per rigo. Non c’erano gli annunciati Costa e Lezzi, ieri, bloccati in Italia da impegni di Governo. C’era invece Castaldo, vicepresidente del Parlamento Europeo e M5S come la ‘padrona di casa’, la tarantina Rosa D’Amato.
“La riconversione economica dei territori è già una realtà in Europa. Lo abbiamo visto qui a Bruxelles: Bilbao, Danzica, Goteborg e le regioni della Ruhr e della Hauts-de-France hanno saputo chiudere i conti con il passato fossile e aprire una stagione di sviluppo sostenibile e nuova occupazione. I fondi Ue ci sono, non solo quelli indiretti, ma al Sud non sappiamo sfruttarli. E’ giunto il momento di farlo. Prendendo anche esempio dalle esperienze di successo che abbiamo raccolto in Europa e puntando sul coinvolgimento dal basso dei cittadini, delle imprese e di tutti quegli attori che possono e devono dar forma al cambiamento. Lo dobbiamo alle nuove generazioni”. Lo ha ribadito anche ieri Rosa D’Amato, eurodeputata del Movimento 5 Stelle, in occasione della seconda giornata di studio promossa al Parlamento di Bruxelles. Un grande evento con al centro il tema della riconversione economica dei territori, in cui si sono avvicendati politici e amministratori locali delle città e delle regioni europee “che hanno già avviato con successo piani per il rilancio delle loro economie e per il risanamento urbano attraverso la transizione energetica, l’economia circolare e la rivoluzione del digitale”, spiega D’Amato.
Ieri, come detto, focus sul Piano TRI.0, una proposta di modello economico nuovo per Taranto in grado di creare lavoro e benessere rispettando l’ambiente e tutelando la salute dei lavoratori. Il lavoro, elaborato dall’istituto CETRI-TIRES, prende spunto da esperienze concrete già realizzate ad esempio in Francia con il progetto Rev3 ed è ispirato alle ricerche dell’economista Jeremy Rifkin sulla Terza Rivoluzione Industriale.
“Le aree più svantaggiate del Sud Italia hanno l’opportunità, tramite interventi come quelli delineati nel piano Tri.0, di ridurre il gap rispetto alle regioni più ricche d’Europa, attraverso un percorso che permetta di esaltare la vocazione dei territori – spiega D’Amato – Negli ultimi anni sono stati attivati con successo vari programmi in Puglia, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise. Questi esempi virtuosi dimostrano che cambiare paradigma economico con un’attenzione all’ambiente e alle generazioni future è possibile, e che la strada da percorrere è questa” conclude l’eurodeputata 5 Stelle.
I relatori di ieri: hanno introdotto
– Rosa D’Amato, membro del Parlamento Europeo – coordinatrice commissione REGI
– Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento Europeo
sono intervenuti
– Antonio Parisi, CETRI – TIRES (Third Industrial Revolution European Society) Presentazione dello studio commissionato da Rosa D’Amato
– A. Olteanu, DG MARE La Blue Economy e il suo impatto sulla sostenibilità
– Dario Scannapieco, Vice Presidente della BEI Come finanziare la Rivoluzione industriale
– Francesca Passeri, European Crowdfunding Platform L’uso del crowdfunding e le sinergie con il FESR
– Dr. Walter Huber, Membro del Consiglio IIT (Innovation Institute for Technologies)
– Sandro Marco De Poli, Presidente Avio Aero – Gruppo General Electric Aviation
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