E i tarantini scoprono un gioiello ‘proibito’

E i tarantini scoprono un gioiello ‘proibito’

I tarantini hanno scoperto oggi Palazzo Brasini. È uno dei gioielli della ‘città proibita’. Pregio architettonico del Ventennio, casa temporanea di nomi e cognomi storici, nascosto nel verde a ridosso del Mar Piccolo; il palazzo  è inibito al mondo civile perché militare sin dalla prima pietra posata nel ’25. Grazie al Fai, per due giorni i tarantini hanno potuto ammirare Palazzo Brasini e soprattutto capire che andrebbe chiesta la sua gestione (magari!!!) visto che l’Aeronautica dovrebbe ristrutturare gli interni (oggi inibiti perché inagibili), ma i fondi non sono preventivati. A quanto ci risulta, almeno. Realizzato nel 1925 dall’architetto Armando Brasini (da qui il nome) il Palazzo ha ospitato il Comando dell’Idroscalo della Regia Aeronautica Militare “Luigi Bologna”, Come detto, ha ospitato nel tempo  Francesco De Pinedo, Italo Balbo. Lo stesso Benito Mussolini di tanto in tanto vi soggiornava mentre suo figlio Bruno faceva l’aviere. La villa è in pietra di carparo ma adesso è pericolante, tra crepe e cedimenti. Servono lavori di consolidamento, recupero e riqualificazione. Taranto dovrebbe proporre un progetto alla Difesa e magari chiedere la cessione gratuita del Palazzo.


(Foto gentilmente concesse da Maria Teresa D’Amato)




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