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Conte, adesso tocca a te. Consultazioni a Montecitorio per il nuovo Governo

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Non potrà fare l’avvocato del popolo. Non è chiamato a fare sintesi di un accordo del quale non ha scritto un rigo. L’incarico che Mattarella gli ha affidato non prevede una esplorazione, tantomeno un tentativo.

Dobbiamo metterci all’opera per definire una manovra economica che contrasti l’aumento dell’Iva, che tuteli i risparmiatori e che dia prospettiva di sviluppo.  Siamo agli albori di una nuova legislatura europea, siamo cofondatori dell’Europa e abbiamo un ruolo di protagonisti da esercitare. Non sarà un Governo contro, sarà per il bene dei cittadini… per modernizzare il Paese… e per rendere l’Italia più competitiva, più giusta, solidale e inclusiva. Sarà un Governo nel segno della novità” ha detto, tra le altre cose, poco fa sul Colle, il premier incaricato.

La maggioranza dei gruppi parlamentari (robusta alla Camera, risicata come sempre al Senato perché dal 1996 qualsiasi legge elettorale ha disegnato il costante scricchiolio delle mura politiche di tutti i Governi) ha indicato negli ultimi giorni il nome del prof. Costituzione alla mano, si tratta di un affidamento pieno del ruolo politico e istituzionale. Il premier stavolta non dovrà mediare ma governare, indirizzare, gestire, decidere facendo i conti, certo, col patto politico sancito tra gli alleati. Ma stavolta il suo volto non potrà essere la sintesi spendibile tra posizioni nettamente opposte. In caso contrario, anche questo esecutivo durerà poco. Anche meno del precedente. 

Conte ha accettato l’incarico di Mattarella con riserva, come prassi comanda. Svolgerà le sue consultazioni a Montecitorio. Tornerà nei prossimi giorni al Quirinale, se e appena avrà la lista dei ministri da proporre a Mattarella, per sciogliere la riserva.