Copertina, Sul Pezzo
Città intelligenti, Taranto all’80° posto
Bologna è la città più “smart” d’Italia. Bari, al 40° posto, è il capoluogo pugliese meglio piazzato. Per trovare Taranto bisogna scivolare fino all’80esima posizione. Ancora una volta il capoluogo ionico evidenza un forte gap in termini di efficienza e capacità di innovazione. E’ questa la fotografia scattata dall’edizione 2016 del Rapporto Smart City Index di EY realizzato con il supporto di Ericsson, Tim e Indra e il patrocinio dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
Il rapporto analizza 116 città italiane considerando 470 indicatori e ne valuta la capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai cittadini. Tra le pugliesi dopo Bari si piazza Lecce al 52° posto, Brindisi al 76° e Foggia al 77°. Barletta segue Taranto all’82esima posizione, ancora più in basso troviamo Andria e Trani, rispettivamente all’88° e al 106° posto.
Anche nel 2016 in cima alla classifica si confermano i comuni capoluogo delle città metropolitane: Bologna, Milano e Torino occupano il podio. Rispetto alle scorse edizioni peggiora la situazione di Roma, che si posiziona al nono posto del ranking. Seguono Firenze e Genova, comunque nei primi 15 posti. Anche quest’anno i comuni capoluogo delle città metropolitane del Centro-Nord sono tutte nella prima fascia, mentre Napoli diventa la prima città del Sud, non solo tra le metropoli.
Le città medie continuano nel loro trend di crescita: si trovano nei posti di rincalzo del ranking, con oltre 23 città tra il 4°ed il 39°posto. Parma sorpassa Trento e nel 2016 diventa la città media più alta nel ranking (5°posto), grazie ad un buon posizionamento negli strati Delivery Platform e Applicazioni e servizi. Parma è seguita da Trento, Brescia e Reggio Emilia, le altre città medie nella top 10. Il Centro-Nord si posiziona in cima al ranking anche nel segmento delle città medie: la prima città media del Sud è Lecce al 52°posto.
Nonostante l’exploit di Mantova, che si posiziona al 4°posto del ranking, nel complesso il posizionamento delle città piccole peggiora rispetto gli scorsi anni. Sono solo 7 le città piccole (Mantova, Lodi, Cremona, Pavia, Sondrio, Siena e Aosta) che ottengono la prima fascia del ranking, e di queste ben cinque sono lombarde. Questi risultati dimostrano che per realizzare una Smart City per strati è necessario disporre di una massa critica (di risorse, di soggetti, di mercato) che attualmente è presente nelle città con più di 80.000 abitanti.
Il ranking 2016 conferma l’esistenza di una correlazione tra smartness e qualità della vita, evidenziando le città «Smart e vivibili» nella parte alta delle due classifiche, e le città «in ritardo» nella parte bassa. È inoltre possibile mettere in evidenza due ulteriori cluster di città: Le città del «benessere analogico», cioè città ad alta vivibilità ma con bassa diffusione di innovazioni: sono soprattutto città della Marche e della
Sardegna. In particolare si distinguono Fermo, Lanusei, Tempio Pausania e Olbia.
Le città del «riscatto Smart», cioè città che, pur partendo da una qualità della vita più bassa, riescono a trovare nella Smart City un’occasione di innovazione. Si distinguono in particolare Napoli, Bari e Lecce tre città del Sud che riconfermano, come nell’edizione precedente, la loro presenza in questo quadrante.
Il concetto di Smart City si è evoluto nel tempo e ha ormai raggiunto un certo grado di maturità; da
singole sperimentazioni in ambiti specifici si è passati ad una logica sistemica che favorisce l’integrazione tra iniziative in diversi settori e la replicabilità di soluzioni di successo sviluppate in determinati contesti. Per questo motivo, il nuovo Smart City Index non è più basato su applicazioni verticali come nelle passate edizioni, ma su una innovativa logica basata sui quattro strati interdipendenti e due ambiti di analisi trasversali. Il nuovo approccio valorizza il percorso dei comuni capoluogo verso la
realizzazione di una città intelligente, e facilita la misurazione degli avanzamenti lungo ogni strato della
Smart City. Particolare enfasi è posta sul tema della Sharing Economy, soprattutto nel settore della mobilità, e su come questo trend impatta sulla qualità della vita dei cittadini.