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Cito: “Noi al ballottaggio’’

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Giancalo Cito si sceglie gli avversari e comincia ad attaccare. Solito stile, diretto e senza eufemismi. Suo figlio Mario  punta contro il centrodestra e il centrosinistra: “Quelli che hanno amministrato Taranto negli ultimi dieci anni si sono mimetizzati ovunque. Noi andremo al ballottaggio’. Cito va giù duro contro tutti. 

At6 mette in tavola il suo piatto forte: emigrati, decoro urbano, ordine, pulizia e guerra politica aperta ‘a chi ha distrutto la città che io avevo riportato su nelle classifiche”. Uno contro tutti, come sempre. Stavolta, peró, quei tutti sono ovunque? Potrebbe essere un punto di forza per chi da Taranto inventó la politica del tribuno televisivo.

Cito non può candidarsi, il peso dellla condanna per concorso esterno in associazione mafiosa (pena scontata) ancora si fa sentire. Suo figlio Mario, già candidato nel 2000 contro la Di Bello e nelle tornate successive  contro Florido e Stefàno, è certo del ballottaggio e della forza sociale del marchio At6, anche a fronte di una lista che appare meno “forte” del recente passato. Nel 1990 e nel 1993 bastò il brand a far scattare prima una pattuglia di oppositori (sette, con la vecchia legge) e poi addirittura la vittoria (al debutto dell’elezione diretta del sindaco), ripetuta nel 1996 con Mimmo De Cosmo (Cito fu sospeso da sindaco nel 1995..).

Ma allora il leader Giancarlo era la motrice elettorale. At6 quest’anno prova a sfatare il tabù, la frammentazione quantomeno al primo turno gioca a favore del movimento di via Elio, in verità traslocato qualche metro più in là: in via Terni. Le urne diranno….