Elezioni 2017, Piani Alti
Brandimarte, il giudice che vuole fare la rivoluzione ‘pacifica’
A chi si candida a sindaco della città, le due prime domande da porre, solitamente, sono le seguenti: Perché si candida e che giudizio ha di chi l’ha preceduto. Dopodiché, spazio a programmi, idee, propositi e aspettative.
Dunque, dopo aver letto l’appassionata lettera aperta con la quale Massimo Brandimarte annuncia la sua discesa nel campo politico-amministrativo tarantino, gli chiediamo (e direttamente, appena possibile) cosa pensi dell’operato del sindaco Stefàno, della sua maggioramza, della composizione dei suoi gruppi, di tutti gli alleati che lo sostengono e lo hanno sostenuto e, ovviamente, che tipo di approccio politico avrà nel definire il suo di quadro delle alleanze e quale squadra eventualmente amministrerà la città: politici, tecnici, indicati dagli eletti, eletti…
Al contrario di altri magistrati che si sono già cimentati nell’avventura politica, Brandimarte non si occupava della repressione dei reati o del giudizio degli imputati. Il suo compito era incentrato sulla valutazione del detenuto, sulla sua condotta nel corso della espiazione della pena, della sorveglianza sui doveri e sui diritti del condannato. Insomma, un ruolo delicato e di rilievo che certamente ha fatto di Brandimarte, per circa venti anni, un autorevole riferimento per il mondo della toga e per l’associazionismo impegnato nelle pratiche di riabilitazione sociale del detenuto.
Adesso, però, attraversato quel bivio a cui lui stesso fa riferimento nella lettera, Brandimarte sveste i panni ormai ideali del giudice di sorveglianza (è in pensione da un anno..) e veste quelli del cittadino che chiede fiducia e auspica consenso.
Allora gli chiediamo, qui, adesso, cosa significhi rivoluzione (pur gentile, come egli illustra…): rivoluzione rispetto a cosa? Cosa c’è da cambiare? E come? E con chi? E soprattutto, perchè?
Dunque, vorremmo partire seguendo l’ordine logico delle cose: cosa pensa del lavoro svolto dal sindaco Ezio Stefàno?
Che giudizio ha della sua condotta politica e amministrativa?
Cosa pensa della questione Ilva, della gestione avuta del post dissesto, dei rilievi mossi dal ministero delle Finanze sui conti 2010-2015.
Cosa pensa di dover fare, il candidato sindaco Massimo Brandimarte, per mettere in atto la rivoluzione di cui parla, pur accennandola, nella sua missiva da tarantino innamorato di Taranto?
Sarà il candidato del gruppo cresciuto con l’attuale sindaco. Una valutazione del recente passato, in premessa, è doverosa.
Sono questi i primi metri da percorrere dopo aver superato il bivio tra magistratura e politica: chiarezza di giudizio su ciò che politicamente è stato e valutazione delle alleanze. Non si tratta di sorvegliare il presente, qua si parla di futuro valutando attentamente il recente passato.
LA LETTERA con la quale Massimo Brandimarte annuncia di candidarsi a sindaco su invito di Sds
“Difficile descrivere il moto ondoso delle emozioni, che mi assalgono in questo momento. Avevo quattro anni, quando mi persi per strada. Ero sfuggito per un attimo al controllo di mia madre. Piansi disperatamente. Il mio piccolo mondo era finito. Invece, mia madre stava alle mie spalle. Scriverò di getto, senza rileggere e correggere, per dare freschezza ed autenticità a quello che sento. Come nella lettera per una madre del film di Bellocchio, Fai bei sogni. Da grande, ho imparato che, invece, la speranza non si deve perdere mai. Spes non spem. Lo diceva Marco Pannella. Mio grande Amico degli ultimi tempi. Un concetto coniato da San Paolo, ma ripetuto con fede da un laico fa venire la pelle d’oca. Altro che laico! Un uomo tutto spirito. Spirito libero. Libero e spirituale. Finché tramonta il sole, tutto puoi fare tu. Così diceva Stefano Rosso. Senza un impegno nella società, mancheremmo alla missione della vita. E’ il motto della Comunità cristiana di Taizé, in Francia, dove si recava, di nascosto, e stazionava, in silenzio, Francois Mitterand, prima ancora di diventare Presidente. L’ho fatto mio. Da tempo. E’ responsabilità, verso se stessi e gli altri. Che siamo credenti oppure no. Ciò che facciamo in vita, riecheggia nell’eternità (Massimo Decimo Meridio). Per l’ennesima volta nella mia vita, il destino mi colloca dinanzi ad un bivio. Da un lato, una strada scorrevole, che potrei percorrere agevolmente, con l’esperienza accumulata, avendo già fatto il garante dei liberi e dei detenuti per 35 anni. Dall’altro, una strada impervia, tutta in salita, piena di ostacoli. Un calvario. Le due opzioni ti precipitano sulla testa all’improvviso. Si accavallano. Come uno scherzo del destino. Bisogna scegliere. Ho scelto la seconda. Perché sono stato sempre dalla parte del più debole, del maggior bisogno e delle sfide più difficili. Perché sono un folle ed un sognatore. Per questo mi nutro di musica. Per terapia. Ho ritirato ufficialmente la mia candidatura a garante regionale per le persone detenute. Per il rispetto dovuto al Consiglio Regionale. Mi si chiede accoratamente, dal gruppo S.D.S. ed alleati, di dare una mano alla città, dove sono nato e che considero la più bella d’Italia. L’aveva già detto il generale francese Pietro Laclos, luogotenente di Napoleone. Mi si chiede di accettare una candidatura a sindaco. Accetto l’invito. Lo faccio con tutto l’entusiasmo possibile. Perché sono un folle ed un sognatore. In campo, intravedo forze politiche, liste civiche e candidature di rilievo. Sarà un onore ed un privilegio confrontarmi con loro. Ma, non farò una campagna elettorale, perché non saprei farla. Non sono un politico di professione. Farò, semplicemente, una Rivoluzione. Quella saprei farla. Alla maniera mia. Pacifica. Coinvolgente. Galvanizzante. L’obiettivo? Restituire ai giovani il futuro rubato. Ritrovarsi con loro in una nuova isola di Wight, ripartendo da qui. Da Taranto. Si può. Restituire ai Tarantini un orizzonte nuovo, fisico, culturale, economico, spirituale. Taranto non più stretta tra un muraglione militare ed un’industria inquinante. Taranto può diventare La La Land della Puglia. Accetto la candidatura. Ma non mi dimenticherò mai dei bisogni dei detenuti e delle loro famiglie. Dei più deboli. Caro Federico Pilagatti, caro segretario regionale del SAPPE, che ho saputo esserti tanto prodigato per la mia ormai ex candidatura come garante dei detenuti, non mi dimenticherò nemmeno dei bisogni degli agenti e di tutti gli operatori penitenziari. Mi candiderò per essere il sindaco dei bisogni della gente in generale. Specialmente dei più deboli. Perché sono un folle ed un sognatore e mi auguro che questo cocktail di sentimenti possa avere un effetto contagioso, aggregante, perché united we stand divided we fall. Uniti si vince, divisi si perde. Accetto. Mi prendo questa Croce. Che Dio mi assista”.
Il 17 febbraio Sds aveva inviato alla stampa il suo invito pubblico a sciogliere la riserva. Una sorta di viatico prima dell’annuncio dell’ex magistrato:
La Lista Civica SDS in prospettiva della nomina del Garante Regionale dei Detenuti, da parte del Consiglio Regionale della Puglia, sta seguendo con attenzione le vicende che stanno caratterizzando questo prestigioso incarico. Dalle ultime notizie, dopo numerosi rinvii, nella giornata di martedì 21 febbraio il Consiglio Regionale sarà chiamato definitivamente a deliberare la scelta.
La nostra attenzione deriva dal fatto che, come noto, tra i candidati alla predetta carica, vi è il nostro concittadino Massimo Brandimarte, magistrato in quiescenza, ex Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Taranto. Ricordiamo che lo stesso Presidente, in occasione del suo congedo, era stato proposto dai radicali Marco Pannella e Rita Bernardini quale Garante Nazionale dei Detenuti.
Lo stesso incarico è senza alcun dubbio estremamente prestigioso, in quanto ruolo di garanzia in ambito regionale ed a favore di persone che comunque vivono in uno stato di disagio e certamente il dottor Brandimarte ha ottime possibilità di essere eletto visti i suoi importanti trascorsi a favore degli “ultimi” durante la sua carriera di Magistrato di Sorveglianza.
A tal proposito la Lista Civica SDS chiede al Presidente di ritirare la sua candidatura e di dare la disponibilità a scendere in campo alle prossime elezioni comunali per concorrere alla carica di Sindaco di Taranto e mettere a disposizione del nostro territorio il suo altissimo profilo fatto di competenze e di alto senso del dovere, doti che l’hanno accompagnato nella sua lunga carriera al servizio dello Stato.
Sappiamo di chiedere al Presidente Brandimarte un’enorme sacrificio ossia quello di rinunciare alla candidatura a Garante Regionale, incarico che avrebbe dato lustro e onore, non solo a lui, ma anche alla nostra città. La nostra richiesta scaturisce dalla profonda stima e fiducia che nutriamo nei confronti del Presidente Brandimarte e per allontanare la forte preoccupazione che deriva da una divisione e incertezza nello scenario politico locale, che nelle ultime settimane, in prospettiva delle imminenti elezioni amministrative, è stato caratterizzato da decine di aspiranti candidati sindaci.
Anche all’interno della stessa Lista Civica SDS vi sono persone che comunque potrebbero concorrere alla carica di Sindaco di Taranto, ma siamo disposti in primis a fare un passo indietro nell’espressione di un nostro candidato, in favore di una figura, quella di Massimo Brandimarte, che sicuramente può essere la sintesi per unificare le forze civiche e politiche di centro sinistra della nostra amata città.
La Segreteria
SDS Stefàno