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Bisogna sventrare Taranto

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Non è facile trovare un’altra città che in centro, anzi nel cuore del suo Borgo ottocentesco, presenti tre palazzi abbandonati, ognuno dei quali guarda l’altro quasi in cerca di conforto. E risulterà difficile cercare un Comune che, al di là di qualsiasi considerazione o coloritura più o meno politica, sia riuscito nell’impresa di NON restituire all’uso civico almeno uno di questi manufatti, negli ultimi venti anni. Uno, che fosse uno solo… tra Palazzo degli Uffici, ex Banco di Napoli ed ex cinema Fusco. Una voragine di ex che rischia di trascinare nell’oblio l’intero quartiere. Prospettiva triste, malinconica e gravissima per il semplice fatto che stiamo parlando del Borgo che ospita il museo, l’arsenale, le tracce dell’anfiteatro, uffici comunali banche, locali, negozi, una vasta area che si affaccia su due mari e che guarda da vicino il castello aragonese. Cose che altrove sarebbero un pregio e che invece, tutte intorno a questo TRIANGOLO DELLA VERGOGNA, diventano cornice di puntelli, retine verdi, lamiere, lucchetti, polvere, stanze scoperchiate e topi. Tutto nel CUORE di Taranto dove i fitti di un locale commerciale restano per assurdo alle stelle, le traverse all’asse umbertino si spengono alle 21 e il Comune non progetta altro che parcheggi.

BISOGNA SVENTRARE TARANTO per risanarla.

la nostra inchiesta comincia domenica 14 febbraio

La Ringhiera comincia dal cuore, però. Il ventre può attendere. Si, cominciamo dal cuore la nostra inchiesta sull’Urbanistica e sui Lavori Pubblici. Ricostruiremo la storia dei cantieri chiusi o tuttora in attività. Punteremo lo sguardo sulle scelte sbagliate e sulle intuizioni inevase. Scandaglieremo le incompiute, analizzeremo gli appalti, verificheremo i costi, cercheremo i ricavi. Metteremo a fuoco la responsabilità degli errori ed evidenzieremo chi lavora per cercare le più idonee soluzioni. Ci proviamo, quantomeno, perchè il Borgo rischia di diventare terra di nessuno. Un triste primato che la politica tarantina ha già assegnato all’Isola, negli Anni Settanta, quando le famiglie con la valigia si lasciavano alle spalle le case crollate. Qualcuno pensa che perseverare sia tarantino. Noi ci auguriamo resti semplicemente diabolico.