Le inchieste
Frisini, Ferraris… l’abbandono come destino
Alla fine dell’Ottocento un medico, il dottor Giovanni D’Andrea, nativo di Alfedena in provincia dell’Aquila, che tra il 1886 e il 1923 fu, prima, medico municipale e, poi, Ufficiale sanitario della provincia di Taranto, si prodigò per porre fine alla “ruota degli esposti” (dove venivano abbandonati i bambini, appena nati, da parte delle madri che non potevano allevarli) esistente in vicolo Innocentini, in Città vecchia;
a Taranto altre “ruote” si trovavano anche nel convento di Santa Chiara, attualmente sede della magistratura minorile, davanti la cattedrale di San Cataldo, e in altre sedi caritatevoli.
L’obiettivo del dott. D’Andrea era quello di trasferire i neonati in luogo meno malsano e mortifero; riuscì a realizzare tale trasferimento in alcune stanze della “Casa delle Donne Pentite”, nel vicolo omonimo nella Città vecchia: quella prima istituzione pediatrica e neonatologica prese il nome di “Asilo dei Lattanti”.
Cessata l’opera delle “rotère”, cioè le donne addette alle “ruote”, che fra l’altro allattavano pure (come nutrici con e senza figli viventi) gli sventurati abbandonati che venivano poi ceduti (dietro compenso pecuniario) a madri sterili e anelanti ad una creatura da crescere come propria, i bambini vennero curati proprio dal dott. D’Andrea.
Ma Taranto, per avere un vero brefotrofio, ha dovuto attendere fino ai primi del Novecento, allorchè un benefattore, Gaetano Frisini, donò alla città (con atti notarili redatti dal notaio Gaetano Mazzili) il suo palazzo, situato tra le odierne via Leonida e via Mazzini. Il palazzo era ad un solo piano e occupava parte dell’isolato.
La donazione avvenne nel 1912 ma il brefotrofio entrò in funzione solo nel 1923: la competenza amministrativa su di esso fu affidata all’appena nata, con regio decreto del 2 settembre 1923, Provincia di Taranto.
Nel 1926 veniva progettata la sopraelevazione di un piano e nel 1928 venivano acquistati i suoli adiacenti al brefotrofio, al fine del suo ampliamento.
Il progetto prevedeva che nei nuovi locali venissero installati anche gli impianti per il riscaldamento e per l’acqua calda.
Il 3 gennaio 1927 veniva istituita la federazione provinciale dell’O.N.M.I. (Opera Nazionale Maternità ed Infanzia) di Taranto, presieduta da Franz D’Ayala Valva.
La Federazione provinciale dell’O.N.M.I. di Taranto esplicava la propria attività di assistenza alle madri e ai fanciulli preso il brefotrofio provinciale di Taranto.

I lavori per l’ampliamento e la sopraelevazione vengono appaltati nel 1937 e nello stesso anno la Provincia avvia un’inchiesta sulle condizioni igieniche del brefotrofio, cui seguono i necessari provvedimenti per il miglioramento delle attività dello stesso.
Lo scoppio della guerra, naturalmente, mette in second’ordine qualsiasi attività di carattere amministrativo sulla struttura.
Alla fine della guerra si torna a guardare alle condizioni in cui vivono quei bambini abbandonati: nel 1947 viene organizzata una “tombola di beneficienza” in favore dei bambini del brefotrofio da inviare alle colonie e solo nel 1950 è possibile mettere mano a lavori di manutenzione della struttura.

La Provincia decide di trasferire il brefotrofio in altro edificio; negli anni ’60 del secolo scorso, quindi, venne trasferito in un moderno palazzo in viale Magna Grecia (dove attualmente ha sede il CTP).
Il palazzo di via Mazzini fu così adibito a scuola: prima la scuola media “Thaon de Revel” e poi il Liceo scientifico “G. Ferraris”.
Alla fine del 2002 il Liceo “G. Ferraris”, per adeguare la struttura alle nuove normative sulla sicurezza, viene “temporaneamente” (così è scritto nel comunicato ufficiale dell’Amministrazione provinciale dell’epoca) trasferito presso locali, presi in fitto, in via Mascherpa.
Il presidente della Provincia, Domenico Rana, incontra i rappresentanti degli studenti, giustamente preoccupati per la situazione determinatasi, e li rassicura che il trasferimento sarebbe stato di breve durata.
Nei mesi successivi il presidente della Provincia ipotizza che in quei locali avrebbero potuto essere ospitate strutture universitarie.
Non se ne sarebbe fatto nulla: né per il ritorno del “G. Ferraris” né per l’insediamento di strutture universitarie.
Si giunge, quindi, alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale, nel 2004: Domenico Rana, ricandidato dal centro-destra, viene sconfitto e nuovo Presidente è Gianni Florido, candidato del centro-sinistra.
Il Palazzo ”ex Frisini/G. Ferraris” rimane vuoto ed abbandonato: sul suo recupero e riutilizzo cala il silenzio.
Sino a fine dicembre del 2009, quando Emanuele Fisicaro, vicepresidente della Provincia di Taranto, di cui presidente è sempre Gianni Florido, in occasione di un incontro sul destino del “Palazzo degli Uffici” di piazza della Vittoria, annuncia: «Puntiamo alla sistemazione anche dell’ex Frisini. Il relativo progetto sarà pronto a fine mese. Nella prossima settimana annunceremo come si intende procedere. In ogni caso sarà un “project-financing” a consentirci di ripristinare un altro storico immobile della città per il quale, nonostante i finanziamenti spesi, non è stato fatto nulla in passato».
Egli aggiunge anche che: «Dobbiamo smetterla con queste scuole spezzatino, frammentate in più sedi e per le quali investiamo grosse cifre per i fitti». Ma è pronto anche ad ammettere che la strada che porta all’idea di ripristinare i vecchi «gioielli di famiglia» è irta di ostacoli. Non sarà facile, insomma. A chi e cosa destinare quella sede? «Sicuramente al Paisiello che merita anch’esso una sede di tutto rispetto. Ma penso anche ad altre sedi di licei esistenti in città.”, afferma con sicurezza.
Passano i mesi ma ”l’ex Frisini/G. Ferraris”, nonostante le dichiarazioni d’intenti, rimane abbandonato e sempre più fatiscente.
In seguito Emanuele Fisicaro non avrebbe avuto modo di seguire più il problema, in quanto alla fine del 2010 viene sfiduciato dal proprio partito (IDV) e il Florido all’inizio del 2011 avrebbe, di conseguenza, azzerato la Giunta provinciale.
Nella nuova Giunta provinciale, Emanuele Fisicaro non viene confermato.
A Gianni Florido succede, nel maggio del 2013, il commissario prefettizio Mario Tafaro e a questi, il 29 settembre 2014, Martino Tamburrano.

Ma nulla si muove e ”l’ex Frisini/G. Ferraris” continua ad essere in piena, crescente decadenza.
A ottobre del 2015 su facebook, sull’onda di un comune sdegno di fronte allo spettacolo che giornalmente offre quel palazzo ai tanti che vi passano accanto, si forma un apposito gruppo “Per il recupero e il riutilizzo “Ex Frisini””; il gruppo, dopo un incontro tra alcuni componenti dello stesso, elabora delle proposte per il recupero e chiede un incontro al presidente della Provincia, Martino Tamburrano, per sottoporle alla sua attenzione.
Viene proposto che la Provincia, facendo ricorso ad un apposito mutuo o intercettando fondi nazionali o comunitari, ristrutturi il palazzo e lo utilizzi come possibile sede di una scuola oppure per l’Università oppure ancora per farne una degna sede della biblioteca e dell’emeroteca, attraverso un’apposita convenzione con il Comune di Taranto.
L’incontro ha luogo e il presidente della Provincia, pur apprezzando le proposte avanzate, afferma con nettezza che soldi per ristrutturare e recuperare quel palazzo non ce ne sono; quindi le strade che intende percorrere sono due: ricorso a “project financing” oppure vendita dell’immobile a privati.
“L’”ex Frisini/G. Ferraris”, alla data odierna, continua ad essere lì, sempre più fatiscente, invaso da erbacce, piante, topi e scarafaggi.