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Amiu, bilancio ok. I soldi dei tarantini hanno dato i loro frutti

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Approvato in assemblea il documento contabile. Plauso di Stefàno per il risultato positivo. Così commentano da Palazzo di Città, attraverso una nota ufficiale che dedica mezzo rigo al fondamentale apporto che i tarantini hanno dato al salvataggio prima e alla tenuta, successivamente, dei conti dell’azienda comunale di raccolta e smistamento dei rifiuti urbani.

La ricapitalizzazione, infatti, a suon di milioni di euro (ben due bonifici in pochi anni e tutti nel decennio di Stefàno) ha garantito la sopravvivenza aziendale dell’Amiu, azienda che tra 2015 e 2016 non è riuscita a dare concreto seguito ai bandi pubblici emanati dal Comune per la scelta dell’amministratore (selezione, incarico, rinunce.…).

 

Bilancio approvato, ad ogni modo, e con risultati buoni.  Ieri pomeriggio, infatti, a Palazzo di Città si è tenuta l’assemblea ordinaria nel corso della quale è stata discussa la “performance finanziaria dell’azienda, con numeri significativi soprattutto riguardo all’utile netto (circa 763mila euro) e al margine operativo lordo (più di 2,5 milioni di euro). È il terzo anno consecutivo, quindi, che Amiu spa registra un risultato di bilancio positivo – evidenziano dalla sede municipale – frutto di una rinnovata gestione e del sostegno garantito dal Comune tramite la ricapitalizzazione.

«Si tratta di un risultato eccezionale – commnenta il sindaco uscente – che assume ancor più significato pensando alle condizioni di partenza. Dedizione, competenza e unità di intenti dell’attuale managment hanno sovvertito un destino che per molti era già segnato, insieme con la fermezza che il Comune ha mostrato in molti frangenti».

L’esposizione debitoria, quasi dimezzata dal 2007  a oggi (da oltre 55 milioni di euro a poco più di 29 milioni di euro) e scesa di 8 milioni di euro solo nel 2016, a quanto pare. Con un altro dato significativo: la riduzione della spesa per il personale, sempre nel 2016, per 1,8 milioni di euro. Insomma, il contratto di servizio con il Comune (oneroso, a detta di tutti, vista anche la scarsa capacità di procedere alla raccolta differenziata se non in tre quartieri su dieci) e le ricapitralizzazione approvate dal Congilio comunale (due tranche, come detto, nell’ultimo quinquennio) hanno agevolato il compito degli amministratori (Carmine Pisano presidente, Erminia Irianni e Michele Matichecchia comnponenti cda).

«CdA e dirigenza – ha continuato il primo cittadino – hanno dimostrato che si può risparmiare. È un percorso virtuoso che l’azienda ha imboccato e che non deve abbandonare, perseguendo nella missione di coinvolgere tutti i lavoratori nell’ottenimento di questi risultati, affinché i servizi offerti siano sempre all’altezza della nostra splendida città».