Piani Alti
Al Viminale non si va da leader, Salvini dovrebbe lasciare la guida della Lega
Difficile comprendere, oggi, chi si tiene i capelli tra le mani pensando alla Lega al Governo. Mi pare abbia governato dal 1994 al 1996 (tradendo Berlusconi, favorendo il primo storico ‘ribaltone’). Ha governato dal 2001 al 2006. Ha governato dal 2008 al 2011. Calderoli e Giiorgetti, firmatari del contratto di governo con M5S erano ministro e sottosegretario. Calderoli etichetto’ come ‘porcata’ la sua legge elettorale (quella dei nominati). La Lega è forza di Governo da quando Berlusconi scese in campo. Al Nord impera con Berlusconi.
Maroni è stato ministro dell’Interno e del Lavoro. Speroni ministro dei Rapporti col Parlamento. Tramonti, quello che negava la crisi con Berlusconi nel 2010, è stato un incisivo ministro dell’Economia. E sono alcuni dei tanti esempi possibili. La Lega è sistemica e si è distinta per scandali, soldi pubblici sperperati e sequestri.
Il capolavoro di Salvini è’ proprio qui: ha fatto dimenticare tutto e fa passare la Lega come forza del cambiamento. Siamo di fronte ad un politico degno della tradizione italica, cinico, calcolatore, scaltro. E adesso è dove voleva stare: al Viminale. Ma qui nasce anche il problema, altro che Savona all’Economia (sic). Salvini deve lasciare la guida del partito. Chi sta al Viminale non può partecipare al dibattito politico da una sola parte. Tantomeno si può pensare che l’ordine pubblico e la tutela della sicurezza interna possano essere trampolino di lancio elettorale.. a futura memoria. Meglio rimuovere sul nascere una situazione equivoca. Scivolosa.