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Agricoltura, a Taranto record di irregolarità

Pubblicato | da Michele Tursi

E’ della provincia di Taranto il poco invidiabile record del maggior numero di irregolarità nelle aziende agricole. Nel 2015 sono stati eseguiti 257 controlli: 42 pratiche sono risultate regolari, 215 irregolari pari all’83,66%. La media regionale è del 58,35%. In termini di sanzioni comminate e incassate, però, la provincia di Taranto è fanalino di coda con poco più di 48mila euro. A Foggia si sfiora il mezzo milione di euro ed a Bari quasi 300mila.

Sono questi i dati diffusi oggi dalla Flai Cgil regionale. Secondo il  segretario generale Giuseppe Deleonardis “la condizione del lavoro nelle campagne pugliesi nel 2016 è peggiorata. Imperversano caporalato, sottosalario, trasporti illegali. In alcuni magazzini ortofrutticoli si lavora fino a 12-14 ore al giorno, i salari sono mediamente inferiori del 40-60% rispetto a quelli del contratto, i ghetti sono affollati di migliaia di lavoratori anche quest’anno. Nel 2015 le ispezioni sono state circa 2.300 e le aziende con irregolarità sono il 58%. Situazioni assurde di aziende oggetto di ispezioni che hanno beneficiato di fondi pubblici oppure finite sotto processo per caporalato, ma iscritte alla Rete di qualità del Ministero dell’Agricoltura. Questo perché per l’iscrizione non è prevista l’applicazione del contratto”.

Intanto prosegue  l’attività di repressione del caporalato. I carabinieri della Compagnia di Castellaneta e della Stazione di Marina di Ginosa, hanno arrestato un uomo di Ginosa e una donna di nazionalità rumena per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nei campi. Durante un controllo lungo le strade tra Ginosa Marina e Laterza, i militari hanno fermato un Fiat Ducato con a bordo circa dieci persone.

Oltre ai due arrestati, vi erano altre nove persone di nazionalità rumena, 5 uomini e 4 donne. Questi hanno riferito ai carabinieri di essere stati reclutati dal conducente e dalla loro connazionale, che provvedevano, con sistematicità, al loro trasporto sul luogo di lavoro dietro corrispettivo di una somma di denaro che variava dai 2 ai 3 euro a persona. Il furgone è stato sequestrato, mentre sono in corso ulteriori indagini per verificare in quali aziende e con quali modalità di ingaggio siano stati impiegati i braccianti trasportati. Nel pomeriggio, però, il Gip del Tribunale di Taranto non ha accolto la richiesta di arresto avanzata dal sostituto procuratore. I due sono stati, quindi, scarcerati.