Copertina, Piani Alti
Aeroporti, record di passeggeri a Bari e Brindisi. Per Taranto lenta agonia
Mentre i riflettori della magistratura sono puntati sui rapporti tra Aeroporti di Puglia e Ryanair e il Governatore vuole vederci chiaro sui 14 milioni annui che la Regione versa ad una controllata della compagnia irlandese per un non meglio precisata attività di marketing turistico, la società di gestione degli scali arerei pugliesi celebra un altro anno record in termini di passeggeri.
Un record che, ovviamente, riguarda solo Bari e Brindisi e che esclude Foggia e soprattutto Taranto che continua, immotivatamente, ad essere esclusa da tutte le rotte commerciali (merci e passeggeri) pur essendo un aeroporto autorizzato, perfettamente funzionante e dotato di una pista di 3.200 metri (una delle più lunghe d’Italia). Per rendere inoffensivo l’Arlotta gli è stato cucito addosso da Adp e Regione Puglia, prima il vestito di scalo a prevalente vocazione cargo, poi quello di aeroporto industriale e test bed di mezzi a controllo remoto, i cosiddetti droni. Di fatto, l’unica attività di trasporto aereo svolta a Grottaglie è quella delle sezioni di fusoliera del Boeing 787 costruite nello stabilimento Alenia Aermacchi, cioè uno o due voli alla settimana. Una gabbia fatta su misura per ingessare lo scalo ionico grazie a lavori mai eseguiti, a fantasiosi piani regionali, a nuove dotazioni infrastrutturali annunciate ma mai eseguite. Una lenta agonia che sembra quasi studiata a tavolino per non disturbare Bari e Brindisi che, complessivamente, nel 2015 hanno totalizzato 6.208.787 passeggeri (+6.5% rispetto al 2014).
Giuseppe Acierno, amministratore unico di Adp, parla di “risultato storico frutto del costante e mirato confronto avviato da Aeroporti di Puglia con vettori concretamente interessati a sviluppare traffico, Turkish Airlines, Air Dolomiti, British Airways, Swiss, Vueling, Air Berlin solo per citarne alcuni, che hanno favorito la crescita della linea internazionale attraverso strategiche connessioni con primari hub intercontinentali – Istanbul, Monaco di Baviera, Londra, Zurigo, Barcellona e Berlino. La Puglia poi può contare su un capillare network di collegamenti punto a punto assicurati da innumerevoli vettori low cost che la collegano ai principali mercati europei”. Peccato che quando alcuni di questi stessi vettori hanno manifestato interesse per lo scalo di Taranto sono stati sollevati ostacoli e imprevisti. Oggi in Puglia operano tutte le principali compagnie low cost (easyJet, Wizzair, Transavia, Eurowings, Mistral Air), che hanno avviato nuovi collegamenti e conseguito eccellenti risultati. Volotea lo scorso anno ha tagliato il traguardo dei 500.000 passeggeri trasportati in Puglia, Ryanair ha aumentato del 10,5% il traffico nel 2015 rispetto all’anno precedente.
Il totale passeggeri (arrivi + partenze) nel 2015 sull’aeroporto di Bari è stato di 3.958. 815 unità. Di queste 3.874.883 (+8,3%) rappresentano il totale dei voli di linea, che sommano i 2.602.310 passeggeri riconducibili a voli di linea nazionali (+2,6%) e 1.272.573, +22,2% alla linea internazionale.
Nell’aeroporto del Salento di Brindisi nel 2015 i passeggeri in arrivo e partenza sono stati 2.249.972, il +4,2% rispetto ai 2.160.191 passeggeri del 2014. Anche per Brindisi il maggior incremento percentuale (+19,8%) è stato registrato per il traffico di linea internazionale (dai 356.217 passeggeri del 2014 ai 426.647 dello scorso anno); incrementi più contenuti per i passeggeri di linea nazionale che hanno raggiunto quota 1.787.122, pari al +1,2% rispetto al totale del 2014.
Insomma, la politica di isolamento dell’aeroporto di Taranto dà i suoi frutti!