Piani Alti
Referendum, le ragioni del SI: domani sipario sulla campagna elettorale
DOMANI alle 17.30 nella sede del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” (via Dante 100) si terrà l’incontro pubblico “Io Voto SI!”. Un dibattito aperto agli attivisti M5S e alla cittadinanza. Saranno presenti, tra gli altri, la parlamentare europea, Rosa D’Amato, e il consigliere regionale M5S, Marco Galante.
Al confronto prenderà parte anche Daniela Spera, di Legamjonici. “Un’occasione quindi per ascoltare le ragioni del SI, RIBALTANDO senza indugio la disinformazione veicolata nelle ultime settimane dai promotori dell’astensionismo. DOMANI la discussione partirà dalla semplice lettura del quesito referendario, analizzando il significato dei commi che si intendono abrogare con un SI necessario e politicamente opportuno – spiegano da via Dante – Grazie al contributo di ospiti, portavoce, attivisti e cittadini, sveleremo i dati reali riguardanti le concessioni date all’interno delle 12 miglia, le piattaforme interessate, i lavoratori coinvolti, la tutela del mare” si legge nel documento del Meet Up. Gli attivisti del Meet Up “Amici di Beppe Grillo Taranto” intendono fornire “un’informazione completa ai cittadini sull’esempio di quanto avvenuto nelle ultime settimane attraverso banchetti informativi dedicati al tema referendario. Un confronto che riprenderà per le strade del centro di Taranto con volantinaggio al termine del dibattito”. Appuntamento dunque alle 17.30 nella sede di via Dante 100.
SII dieci motivi del SI DI Legambiente. Stasera li hanno prodotti in piazza, a Taranto.
VOTANDO SÌ
diamo una scadenza certa alle concessioni di petrolio e gas in mare entro le 12 miglia dalla costa. La vittoria del referendum cancellerà l’ennesimo regalo fatto alle compagnie petrolifere grazie all’approvazione della Legge di Stabilità 2016, che permette loro di estrarre petrolio e gas nei nostri mari entro le 12 miglia, senza alcun limite di tempo. Se vince il SI, sarà ripristinata la norma precedente che prevede una scadenza temporale per ogni concessione.
VOTANDO SÌ
non rinunciamo a una risorsa strategica. Il contributo delle attività estrattive entro le 12 miglia sono pari al 3% dei nostri consumi di gas e meno dell’1% di petrolio: quantitativi ridicoli per i nostri fini energetici, a fronte di rischi incalcolabili. Un contributo energetico che è abbondantemente compensato dal calo dei consumi in atto e che non comporterebbe alcun aumento di importazione. Se vince il SI, il popolo italiano dirà che questo gioco non vale la candela.
VOTANDO SÌ
ci riappropriamo del nostro mare. Attualmente, solo le compagnie petrolifere che operano entro le 12 miglia godono del privilegio di concessioni a tempo indeterminato. Nessuna concessione di un bene dello Stato può essere affidata a un privato senza limiti di tempo, come prevede anche la normativa comunitaria. Se vince il SI, sarà ripristinata la data di scadenza delle concessioni e il bene pubblico resterà tale.
VOTANDO SÌ
diamo più forza alle fonti rinnovabili. Le energie rinnovabili coprono il 40% dei consumi elettrici del nostro Paese, sono sempre più efficienti e rappresentano la prima voce di investimento nel mondo. Ad esempio, incentivando il biometano, potremmo ricavare una quantità di gas 4 volte maggiore a quello estratto nei mari italiani entro le 12 miglia. Se vince il SI, potremo finalmente puntare sulle rinnovabili e non più sulle fossili.
VOTANDO SÌ
diminuiamo i rischi e abbiamo garanzie sulla dismissione degli impianti. Non dare scadenza temporale alle concessioni vuol dire anche lasciare nel mare piattaforme e pozzi a tempo indeterminato. Questo aumenta di molto il rischio di incidenti. Se vince il SI, avremo la garanzia che le compagnie, una volta scaduta la concessione, smantellino piattaforme, pozzi e tutte le infrastrutture, come previsto dalla legge.
VOTANDO SÌ
cancelliamo i privilegi di cui godono le lobby petrolifere. Il 70% delle concessioni produttive oggetto del referendum non paga le royalties, perché estrae un quantitativo minore della franchigia prevista dalla legge. Il risultato è che nulla è versato nelle casse dello Stato. Se vince il SÌ, elimineremo questi privilegi e non continueremo a “svendere” il nostro mare.
VOTANDO SÌ
fermiamo le trivellazioni ancora consentite nelle 12 miglia dalla costa. Oggi nel nostro Paese non è possibile ottenere nuovi permessi per trivellare entro le 12 miglia. Ma nulla impedisce che, nell’ambito delle concessioni già rilasciate e attualmente senza scadenza, siano installate nuove piattaforme e perforati nuovi pozzi, come nel caso delle piattaforme VegaB nel canale di Sicilia e Rospo Mare in Abruzzo. Se vince il SI, elimineremo il pericolo di nuove trivellazioni entro le 12 miglia.
VOTANDO SÌ
creiamo altra occupazione nel settore energetico, quello rinnovabile e dell’efficienza. Non sarà il referendum a mettere a rischio i posti di lavoro del settore di estrazione di petrolio e gas, comparto già in crisi da tempo: il 35% delle compagnie petrolifere sono già ad alto rischio fallimento, visto il crollo del prezzo del petrolio. Se vince il SI, possiamo dare gambe alle rinnovabili, raggiungendo i risultati della Germania con 400mila occupati nel settore.
VOTANDO SÌ
diamo un contributo alla lotta ai mutamenti climatici. Alla COP21 di Parigi dello scorso dicembre, il Governo italiano – insieme ad altri 194 paesi – ha sottoscritto uno storico impegno a contenere la febbre della Terra entro 1,5 gradi centigradi, dichiarando fondamentale l’abbandono dell’utilizzo delle fonti fossili. Se vince il SI il popolo italiano sarà coerente con questo impegno.
VOTANDO SÌ
difendiamo il nostro diritto a decidere sulle scelte importanti del nostro Paese.
Tante comunque le iniziative a supporto della partecipazione e del Si per fermare le concessioni petrolifere in mare (anche gas) adesso a tempo indeterminato. Dai Verdi a E’ Possibile di Civati, da Liviano a Capriulo, da Cito ai commercianti tarantini. Non si ha contezza della posizione di tanti singoli componenti del Consiglio comunale di Taranto. Ma questa non è una novità.